Aggressione choc al pronto soccorso: tre infermieri presi a calci e pugni da un giovane

Aggressione choc al pronto soccorso: tre infermieri presi a calci e pugni da un giovane
Aggressione choc al pronto soccorso: tre infermieri presi a calci e pugni da un giovane
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Domenica 4 Settembre 2022, 16:31

CIVITANOVA - Aggressione choc al pronto soccorso di Civitanova Marche, tre infermieri sono rimasti feriti. Due hanno una prognosi di 20 giorni. I fatti sono accaduti ieri sera, sabato, intorno alle 21. Un giovane è entrato al pronto soccorso, dove era appena stata portata la sua compagna con un codice rosa, e ha dato in escandescenza colpendo a calci e pugni i sanitari. Sul posto sono intervenute una guardia giurata e la polizia che ha portato via l'uomo.

«Sono davvero intollerabili le violenze e le intimidazioni verso il personale della sanità.  Anche ieri un soggetto si è reso protagonista di un episodio del genere presso il pronto soccorso di Civitanova Marche - commenta l'assessore regionale alla sanità e sicurezza urbana Filippo Saltamartini -. Gli infermieri ed i medici sono i professionisti sanitari più colpiti nel nostro Paese. Si parla di oltre 100.000 aggressioni fisiche in Italia, negli ultimi anni. La situazione si è peraltro aggravata con le misure di contenimento degli accessi per il Covid nelle strutture sanitarie. L’Inail parla del 46% di aggressioni agli infermieri (sono i primi nel contatto di triage) e del 6% ai medici ogni anno. La mancata denuncia o querela degli operatori sanitari (c.d. numero oscuro) rende il fenomeno ancora sottostimato",  ha aggiunto Saltamartini.


"Tuttavia  nei reparti e nei parcheggi si assiste a fenomeni di criminalità predatoria (piccoli furti), anch’essi sottostimati, che richiedono l’apertura di posti di polizia. Non si capisce – ha ribadito Saltamartini- perché di fronte a questi fatti, in molte Province della nostra Regione, sono stati chiusi i presidi di polizia presso i principali ospedali, lasciando questi servizi coperti solo da guardie giurate e per quelli esistenti l’organico è così esiguo che se ne compromette la funzionalità. Anche il servizio sanitario sconta la carenza di migliaia di medici e infermieri, ma il personale deve essere difeso alla stregua di ogni altro cittadino.


Ho già preparato una lettera per il Ministero dell’Interno a cui compete la responsabilità della tutela della sicurezza pubblica per riaprire in tutti gli ospedali di primo e secondo livello un presidio fisso di polizia".

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