Gianluca Vacchi e i dipendenti «costretti a ballare su TikTok»: la Procura apre un'inchiesta

Gianluca Vacchi e i dipendenti «costretti a ballare su TikTok»: la Procura apre un'inchiesta
Gianluca Vacchi e i dipendenti «costretti a ballare su TikTok»: la Procura apre un'inchiesta
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Domenica 25 Settembre 2022, 16:35

Guai in vista per Gianluca Vacchi. Sfruttamento e comportamenti che hanno provocato stress sul posto di lavoro. I dipendenti non solo erano costretti a lavorare dalle 10 di mattina fino alle 4-5 della notte, ma dovevano spesso andare «a tempo di musica», eseguire dei balletti (che sarebbero diventati virali su TikTok«perfettamente» altrimenti si «scatenava la rabbia di Gianluca Vacchi che inveiva contro i domestici, lanciando il cellulare e spaccando la lampada usata per le riprese». Queste le parole della colf filippina di 44 anni che ha trascinato l'influencer in tribunale qualche mese fa. Una pioggia di «ingiurie» a detta del Vacchi gli sono piovute addosso ma nessuna intenzione di scagionarsi attraverso vie non legali: «Ci sono infatti dei procedimenti in corso e spetta unicamente ai giudici esprimersi al riguardo». E così è stato e per Gianluca la situazione si è aggravata. 

Gianluca Vacchi, la Procura apre un'indagine 

Vano il tentativo della sua Crew che in un video ha tentato di elogiare le doti di Vacchi.  Lo scontro tra Vacchi e i domestici, portato in tribunale, ora si amplia e coinvolge altri due lavoratori e passa al penale: l'influencer dovrà rispondere di calunnia come riporta La Repubblica.

 

Cosa è successo

Tutto è cominciato quando due ex dipendenti sardi di Vacchi sono stati accusati di essere dei ladri dall’influencer per aver rubato da casa dell’imprenditore. Ma la coppia di lavoratori ha replicato di essere stata accusata ingiustamente e senza prove. Quindi, gli inquirenti hanno iniziato le indagini e i pm hanno aperto un fascicolo proprio per calunnia. A oggi, l’indagine è a carico di ignoti, ma il sostituto procuratore Nadia La Femina potrebbe procedere all’iscrizione a breve.

Inoltre, la stessa coppia di lavoratori, coniugi nella vita, come riportato da Repubblica a maggio, ha promosso una maxi causa di lavoro con una richiesta di risarcimento danni che supera i 700 mila euro. I due si aggiungono alla colf filippina che ha chiesto un indennizzo di 70 mila euro, dopo i suoi tre anni e mezzo a casa Vacchi.

 

Le denunce

I due ex collaboratori hanno ricoperto un ruolo di primo piano nella gestione dello staff e nell'amministrazione delle case dell'imprenditore. Anche in questo caso sullo sfondo c'è il tema degli straordinari non pagati, delle ferie e dei riposi non goduti. Ma l'accusa peggiore è un'altra: aver lavorato in nero per 14 e 10 anni. Entrambi gli ex collaboratori hanno servito l'influencer in totale per 22 e 17 anni, lavorando, sostengono, anche 15 ore al giorno. La coppia è stata mandata via di casa dopo un diverbio con l'influencer: non avrebbero gestito bene il servizio durante un aperitivo. Da lì la situazione sarebbe degenerata fino al licenziamento disciplinare con un'accusa, ritiene la coppia, infamante e strumentale, aver rubato un modem e un pc.

Ecco, allora, che i due decidono di denunciare Mister Enjoy a marzo del 2021 per calunnia. Vacchi alza la posta in palio e presenta a sua volta un esposto contro i suoi due ex collaboratori ad aprile: furto e appropriazione indebita, che porta la procura di Bologna a chiedere il processo per i due lavoratori. Secondo la tesi dell'influencer, la coppia nel corso degli anni avrebbe rubato un ingente somma di denaro. Nel frattempo, al tribunale del lavoro, i due presentano dei ricorsi in cui ritengono che Vacchi debba loro più di 700 mila euro. Adesso si muove anche la procura di Tempio con un’indagine per calunnia: mr Enjoy ha accusato i suoi due ex lavoratori di essere dei ladri sapendo che erano innocenti? Su questo ora dovrà fare luce il pm La Femina. Adesso pendono due inchieste in procura. A oggi non è possibile stabilire chi abbia ragione. Così come al tribunale del lavoro in cui a Mister Enjoy, nel complesso, viene chiesta una cifra che si avvicina al milione di euro.

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