Una Ferrari al passo di una bicicletta, centro vaccini in stand by: «Ci mancano le dosi»

Venerdì 7 Maggio 2021 di Sonia Amaolo
Porto Sant'Elpidio, una Ferrari al passo di una bicicletta, centro vaccini in stand by: «Ci mancano le dosi»

PORTO SANT'ELPIDIO - Una Ferrari spesso costretta al passo della bicicletta, così è il centro vaccini a Porto Sant’Elpidio in questi giorni. Si potrebbero vaccinare 250 persone al dì per come è organizzata l’equipe medica ma i vaccini non arrivano e si viaggia con 50 immunizzazioni quotidiane. Troppo poco.

 

«La televisione ha detto che potevo venire per la seconda dose e mi rimandate a casa?» chiedeva l’altra mattina un’anziana e la volontaria all’ingresso le ha dovuto rispondere «purtroppo signora i vaccini non ci sono». Chi è sul campo lo sa, la tv no. Gli anziani tornano a casa scontenti, l’appuntamento col vaccino è rimandato e si comincia a percepire un po’ d’irritazione al palazzetto dello sport mentre lo staff fa sicuramente l’impossibile per dare sempre il massimo.

I tempi

«La campagna vaccinale procederebbe bene, in base all’organizzazione nostra interna, ma va male perché non ci vengono consegnate le dosi» dice Loretta Carpiceci, coordinatrice dell’equipe medica «nei giorni scorsi c’è stato questo blackout a livello regionale e nazionale delle dosi consegnate e siamo in ritardo rispetto al piano vaccinale». C’è stato un confronto serrato con la Regione l’altra mattina, «poco fa ho chiamato i vertici dell’Asur e c’è stata la conferma che le dosi vengono recuperate già in questi giorni». Fra ieri mattina e oggi, dunque, la macchina si è rimossa in moto. «Stavamo organizzando le liste per chiamare le persone per le seconde dosi» avverte la dottoressa. Tutto scorrerebbe a meraviglia in base all’organizzazione dello staff ma da una settimana/dieci giorni è venuto a mancare il prodotto. L’andamento è lento, bisogna accelerare «siamo molto sotto la media che ci eravamo prefissati – spiega Carpiceci - abbiamo una potenzialità di 250 dosi al giorno, siamo in tanti anche se in alcuni giorni, come l’altra mattina, siamo ovviamente a scartamento ridotto perché è inutile che faccio venire la gente se non c’è da fare. La struttura cammina, forse è la meglio organizzata anche se nelle scorse giornate siamo andatio a ritmo di 60-70 dosi al giorno. Siamo a un quarto-un quinto della potenzialità, speriamo di risolvere in maniera definitiva nei prossimi giorni. Si devono muovere perché comincia ad esserci pure un po’ di maretta, giustamente» avverte la coordinatrice. I medici devono lasciare l’ambulatorio, sono quasi tutti massimalisti, hanno in cura il numero massimo di pazienti fissato a 1500. Sono molto impegnati e bisognerebbe metterli nelle condizioni di non fargli perdere tempo e farli lavorare senza intoppi.

I timori

A proposito di vaccini, le preoccupazioni che ancora ci sono rispetto al vaccino AstraZeneca, sono infondate: «Abbiamo fatto tanti Pfizer e tanti AstraZeneca e non abbiamo avuto problemi - afferma ancora la coordinatrice - in qualche caso i Pfizer hanno dato la febbre alta ma AstraZeneca no. Almeno non ci è stato riferito». Ora la speranza è che in futuro non ci siano più inghippi per partire con le vaccinazioni anche delle fasce più giovani di età.

 

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