Vesprini, fine della lunga storia piena di polemiche: «Il Pd mi vuole cacciare ma io me ne vado prima»

Mercoledì 9 Giugno 2021 di Serena Murri
L'assessore Vesprini

PORTO SAN GIORGIO  - «Il Pd mi vuole fuori dai giochi». Stanco delle polemiche, l’assessore Valerio Vesprini ha protocollato le dimissioni dalla giunta ieri mattina. La scelta dopo mesi di indiscrezioni, puntualmente smentite, che annunciavano Vesprini pronto ad andarsene. L’assessore non faceva segreto del dissidio che stava vivendo, assieme ai civici, all’interno della maggioranza.

 

 


Ugualmente aveva più volte ribadito di non avere alcuna intenzione di dimettersi in un momento particolare per la categoria che il suo assessorato al commercio sosteneva. Ma dopo l’ipotesi ventilata in ambiente Democrat che parlava di mozione di sfiducia nei suoi confronti, ha deciso di essere lui ad andarsene. In molti fanno coincidere il malcontento di Vesprini con l’arrivo di Andrea Di Virgilio in giunta e l’attribuzione di cariche che forse sarebbero spettate all’assessore al commercio. In realtà, è stata la goccia che ha fatto traboccare un vaso già colmo a partire dall’inizio del secondo mandato Loira, quando a Vesprini e al suo gruppo di civici fu chiaro che lo spazio per loro sarebbe stato risicato. Poi cèà stato anche il voto del bilancio con l’astensione della civica Carlotta Lanciotti.


Le dimissioni a un anno dalla fine del secondo mandato Loira, annunciano nuovi scenari in vista delle elezioni. «Ormai - ribadisce Vesprini - quasi quotidianamente mi trovo a dover leggere di notizie che riguardano il presunto ritiro delle mie deleghe. È evidente che gran parte della maggioranza non mi voglia più in giunta da molto tempo». Appare invece intatta - o quasi - la stima tra lui e il sindaco Nicola Loira ma insufficiente a far rimanere Vesprini all’interno della coalizione.

«Ho apprezzato molto le parole dell’amico Loira - dice - a cui va tutto il mio affetto ma una cosa è l’amicizia che mi dimostra e un’altra è il Pd che mi vuole fuori dai giochi. Ogni giorno sono costretto a gettare acqua sui continui incendi appiccati ad arte dal Pd per sfibrare l’operato del mio assessorato. Ciò sarebbe anche accettabile se non fosse che questi continui sabotaggi finiscono per ingessare la città con scelte sull’impatto socioeconomico davvero discutibili. Fino a quando lo scontro investe la mia persona, è possibile trovare una quadra, ma quando queste coltellate alle spalle sviliscono l’azione politica del gruppo che mi sostiene, il discorso cambia». Dunque, la crisi all’interno della maggioranza, data dalle acredini che il partito porta con sé a partire dall’inizio del secondo mandato e dalle delusioni create anche dall’attribuzione delle cariche, ha fra le sue conseguenze quello che non si può certo definire colpo di scena.


«Comprendo il rammarico del sindaco che ormai non riesce più a contenere gli appetiti di chi, in maggioranza, sogna in grande per sé a discapito della città, così andava trovata una soluzione scomoda ma necessaria. Se il Pd vuole cacciarmi allora sarò io ad andarmene chiudendo personalmente questa esperienza molto diversa e peggiore della prima. Da oggi la città è nelle mani del Pd come qualcuno ha sempre desiderato. Auguro un grande in bocca al lupo a chi mi sostituirà ma soprattutto alla città». Con le dimissioni si aprono due grandi quesiti. Il primo, chi sostituirà l’assessore fino a fine mandato, decisione che Loira dove prendere in fretta. Il secondo, con quali alleanze Vesprini si presenterà alla prossima tornata elettorale, decisione che con ogni probabilità avrà già ponderato, essendo lui un civico che guarda a una destra moderata.

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