Psicosi da coronavirus, volantini contro una famiglia: «Tornati di nascosto dalla Cina, sono pericolosi»

Martedì 11 Febbraio 2020
Monterubbiano, psicosi da coronavirus, volantini contro una famiglia: «Tornati di nascosto dalla Cina, sono pericolosi»

MONTERUBBIANO - «Attenzione!!! Sono ritornati di nascosto dalla Cina, i Vitali, senza sottoporsi agli organi di controllo. Sono soggetti pericolosi». È il messaggio scritto su alcuni volantini comparsi a Monterubbiano e Moresco. I Vitali in questione sono Ermanno, la moglie di origine cinese e le due figlie piccole, tornati in Italia il 30 gennaio da Nanchino, nella Cina orientale, a più di cinquecento chilometri da Wuhan, la città focolaio dell’epidemia di Coronavirus. La figlia maggiore vive e a va a scuola a Monterubbiano. Ed è proprio davanti alla scuola del paese che è stato affisso uno foglietti incriminati. «È una cosa molto triste e grave che travalica il limite della tolleranza, soprattutto perché ci sono di mezzo dei bambini», dice l’uomo che, dal 2006, vive tra l’Italia e la Cina, dove è responsabile per l’Asia del settore commerciale della Faam. Con la chiusura prolungata di fabbriche e scuole imposta dal governo di Pechino, la famiglia, che ad oggi sta bene, d’accordo con l’azienda di Monterubbiano, ha deciso di tornare in Italia.

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«I voli non erano ancora bloccati. Abbiamo comprato i biglietti – fa sapere l’imprenditore – e siamo partiti il 29 gennaio da Nanchino. Abbiamo fatto scalo a Francoforte e arrivati a Bologna il 30». Prima di imbarcarsi – racconta l’uomo – sono stati controllati. Misurazione della temperatura all’aeroporto di Nanchino, dove la famiglia ha firmato un documento in cui dichiarava di non essere stata, negli ultimi quattordici giorni, nella provincia dell’Hubei, dove si trova Wuhan, e di essere in buone condizioni di salute. Controlli anche in Germania, prima del volo per l’Italia, ma non a Bologna, dove non erano ancora previsti. Arrivati a Monterubbiano, ad accoglierli la brutta sorpresa. «Qualcuno ha cominciato a fare terrorismo, dicendo alle mamme che eravamo tornati di nascosto dalla Cina e di non mandare i figli a scuola», spiega Vitali. Tra lunedì e martedì scorso sono comparsi i volantini. Davanti alla scuola, al panificio e all’edicola del paese e nella vicina Moresco.

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