Lido Tre Archi, scattati nuovi blitz ma è pressing sul presidio di polizia. Appello delle associazioni

Lunedì 25 Gennaio 2021 di Sonia Amaolo
Controlli delle forze dell'ordine a Lido Tre Archi

FERMO - Il sindaco di Fermo Paolo Calcinaro accelera per la sicurezza a Lido Tre Archi ma è strattonato a destra e a manca. Il tema è tornato d’attualità e cresce il dibattito. Gruppi molto attivi per la sicurezza si sentono messi da parte e attaccano. Mentre vanno avanti serrati i controlli, sabato notte con la Guardia di finanza e ieri con i carabinieri, Calcinaro manda un messaggio, fa capire che fa sul serio.

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Il sopralluogo
Sabato mattina girava per il quartiere con il vicesindaco Mauro Torresi, delegato alla Polizia locale e alle Politiche per la sicurezza, e con il vicequestore in pensione Leo Sciamanna, di fresca nomina quale coordinatore dell’Ufficio del sindaco per la sicurezza. Sempre sabato mattina è partita la campagna per il progetto di vicinato avviato dal Comune, con l’affissione di volantini nelle case e nei negozi per la chiamata ai cittadini a segnalare situazioni critiche, con una email da indirizzare all’ufficio del sindaco. È un impegno mantenuto, come da programma elettorale, o è uno «specchietto per le allodole» come dicono i leghisti? Per l’assessore Torresi è «un progetto importante», per i consiglieri del Carroccio Lorenzo Giacobbi, Luciano Romanella, Gianluca Tulli è la seconda. I tre tornano a chiedere, come abbiamo sottolineato nell’edizione di ieri, il presidio fisso convinti che il controllo di vicinato, così come proposto dall’amministrazione comunale, non risolva il problema.

La battaglia
Le stesse critiche le aveva mosse nei giorni scorsi Gabriele Voltattorni portavoce del comitato Corta che, da mesi, si batte per una Tre Archi sicura. Ora si uniscono alle critiche Sos Utenti e Confabitare, associazioni presiedute rispettivamente da Saturnino Di Ruscio e Renzo Paccapelo. A questo punto non sono più solo tre gatti a puntare sulla questione. Le due associazioni e il comitato scrivono che «nel tempo diversi soggetti hanno avviato iniziative nell’interesse della comunità», ricordano la raccolta di 1.200 firme, la campagna per il presidio fisso, il memorandum, il piano per il controllo di vicinato «che non ha niente a che vedere con una email generica».

Gli obiettivi
I sodalizi rammentano le richieste per il sistema di letture targhe, la videosorveglianza potenziata, il presidio fisso, il daspo urbano. «Abbiamo collaborato alla bozza del punto all’ordine del giorno in Consiglio e sollecitato l’istituzione del delegato alla sicurezza». In sostanza ricordano di assicurare piena e leale collaborazione al super commissario Sciamanna ma nello stesso tempo rimarcano come sia stata smentita la stessa mozione approvata in Consiglio. Confabitare, Sos Utenti e Corta si organizzano per il controllo di vicinato con un coordinatore scelto tra i residenti.

Il progetto
Inoltre intendono monitorare gli immobili, come scrivono in una nota, con il contributo degli amministratori condominiali; «svilupperemo - promettono - una costante attività di controllo degli investimenti pubblici nel quartiere per valutarne la congruità, l’utilità e i benefici a lungo termine. Se qualcuno pensa di averci messo da parte ha sbagliato i calcoli».

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