Dal gemellaggio nato per caso all'accordo sul biglietto unico nei musei: ecco il patto fra Fermo e Osimo

Dal gemellaggio nato per caso all'accordo sul biglietto unico nei musei: ecco il patto fra Fermo e Osimo
Dal gemellaggio nato per caso all'accordo sul biglietto unico nei musei: ecco il patto fra Fermo e Osimo
di Francesca Pasquali
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Sabato 30 Aprile 2022, 03:50

FERMO  - Esce dai confini provinciali, Fermo. Prima, verso la montagna maceratese, col bus potenziato per Sarnano e la promozione congiunta. Poi, verso l’Anconetano, col biglietto scontato per visitare le cisterne romane e le grotte di Osimo. Parla di «via obbligata», il sindaco Paolo Calcinaro.

«Continuare a dirci tra di noi quanto siamo belli è riduttivo e bloccante per la città. Se, invece, riusciamo a individuare un ponte con altre realtà di province limitrofe è tutto di guadagnato», spiega. Perché succede che i turisti s’accorgono della bellezza di Fermo solo quando ci sono arrivati. Non lo sanno prima, perché la città non è abbastanza conosciuta. Allora, le collaborazioni coi “vicini” provano a superare l’impasse. Perché «l’Italia ha un’offerta turistica incredibile e dobbiamo agganciarci a tutto per non perderci nel mare magnum di questa offerta», dice Calcinaro. Da qui la convenzione con il Comune di Osimo. Che prevede ingressi scontati a chi visita i due siti culturali. Il biglietto unico di Fermo passa da otto a sei euro, se in biglietteria si mostra quello di Osimo. Quello di Osimo da sei a quattro, se si è passati prima per Fermo. 


Un connubio nato per caso, durante una riunione dell’Anci, dove i due sindaci si sono incontrati. Si sono detti che, più o meno, le due città hanno lo stesso numero di abitanti e lo stesso bisogno di farsi conoscere. Ad accomunarle, pure la fortuna di avere nel loro territorio due dei tre sistemi ipogei delle Marche (il terzo è a Camerano). «Poter visitare le cisterne romane di Fermo e i nostri ipogei è un buon biglietto da visita. Da queste esperienze di scambio nascono sinergie più importanti che creano economia di scala sia nella promozione del territorio sia nel numero di visitatori: una vera ripartenza per gli esercenti», le parole del sindaco di Osimo, Simone Pugnaloni. Per il quale, «una regione che in un’ora si può visitare in lungo e in largo ha bisogno di queste collaborazioni».

Quella stretta dai due Comuni potrebbe essere la prima di una lunga serie. L’idea è di «aprire le porte a qualcosa di unico, che possa rimanere nei ricordi del visitatore e che ci identifichi e caratterizzi», spiega l’assessora alla Cultura, Micol Lanzidei. Che sottolinea l’importanza di «dar vita a una strategia unitaria, valorizzandoci a vicenda sulle nostre bellezze e sul nostro patrimonio». Osimo non è nuova a sinergie di questo tipo. Ha già stretto una convenzione col Comune di Camerano per scontare i biglietti di chi visita le grotte dei due Comuni. Quella siglata con Fermo è la ciliegina sulla torta. 


«La possibilità di mettere in rete e di far circuitare i visitatori in questi tre sistemi ipogei, per noi, era un sogno. Siamo contenti di esserci riusciti», dice l’assessora al Turismo osimana, Michela Glorio. «Per dimensioni – aggiunge Calcinaro –, le Marche sono una città diffusa. Le nostre sono città da scoprire in una giornata. Questo gemellaggio valorizza un tipo di bellezza che a Fermo resta il bene culturale più visitato e che, tra Pasqua e il ponte del 25 aprile, ha visto l’ingresso di oltre mille visitatori: numeri importanti in un momento in cui dobbiamo ancora rinunciare a tanto turismo estero». Cifre simili, negli stessi giorni, hanno fatto le grotte di Osimo. Che, come le cisterne di Fermo, sono di epoca romana e che, durante la seconda guerra mondiale, sono state usate come bunker antiaerei. Il sistema ipogeo osimano è formato da percorsi, tutti labirintici, con entrate separate: le grotte del Cantinone, di piazza Dante e Riccioni.

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