Crescono in tutta la zona a vista d'occhio i ladri di case: «Senza gli sfratti è il caos»

Sabato 17 Aprile 2021 di Sonia Amaolo
Il responsabile provinciale dell Asppi Ennio Viozzi fa il punto sull emergenza

FERMO  - Ladri di case, è psicosi nel fermano. Con la pandemia e gli sfratti bloccati, la provincia accusa il colpo. Tra irregolari negli appartamenti e inquilini morosi il problema è sentito. La perdita di lavoro da un lato, gli affitti esagerati dall’altro, tutto contribuisce a complicare le cose. I casolari diventano dormitori per senzatetto e gli appartamenti sono presi di mira. Si aggiungono gli inquilini morosi che non se ne vogliono andare e, dopo il blocco degli sfratti, nessuno li può mandare via.

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Un’imprenditrice fermana ha un appartamento a Porto Sant’Elpidio, ci paga il mutuo e l’ha affittato a una famiglia di indiani a dicembre 2019. Ha riscosso 4 mesi d’affitto d’allora, lo sfratto era previsto a gennaio ma gli indiani sono sempre lì «e non se ne andranno neanche a giugno - si dispera -: io non sono contro il blocco degli sfratti ma lo Stato dovrebbe aiutare anche me. I miei inquilini hanno il reddito di cittadinanza, i buoni spesa glieli passa il Comune, lui qualche lavoretto lo fa e ci guadagna, non paga e sta tranquillo. Io no. Non affitto per guadagnare, ne ho bisogno e non so dove prendere i soldi».

Una 70enne invalida dice che a marzo dell’anno scorso aveva concesso in uso gratuito il piano terra di una casa colonica a un uomo in difficoltà, con la promessa che se ne sarebbe andato dopo tre mesi. Passato un anno, ma non se ne va: «Quella casa è un santuario per me, voglio rientrarne in possesso. Ci morirono i miei fratelli e ci abbiamo abitato col babbo. Mio nonno la costruì 120 anni fa. Sono sempre disposta ad aiutare i bisognosi ma la vita bisogna guadagnarsela. Io sono andata a lavorare a 10 anni perché non c’era da mangiare». La figlia dice: «Abbiamo messo tutto in mano all’avvocato ma, con il Covid, sta andando tutto a rilento». Secondo l’indagine di Solo Affitti 6 inquilini su 10 pagano in ritardo e solo il 36% dei proprietari fa causa.


Il responsabile provinciale dell’Asppi Ennio Viozzi dice che bisogna affidarsi ad associazioni come la sua e non al fai da te: «I costi degli affitti si sono ridotti ma i proprietari pagano troppe tasse, questo è il vero problema - fa sapere -: la Tari la si paga pure se il locale di proprietà è sfitto». Gli inquilini «sono in tanti a non pagare perché non vogliono, non perché non possono, per questo bisogna fare attenzione nel sottoscrivere un contratto. Noi siamo mediatori, siamo riusciti a fare abbassare i prezzi e così è meglio per tutti. Oggi 600 euro di affitto al mese sono insostenibili, non si può tirare troppo la corda altrimenti finisce con i problemi che conosciamo. Noi abbiamo fatto un accordo e previsto vantaggi per i proprietari che riducono il canone. Di media il canone mensile è di 350-400 euro, salvo Porto San Giorgio dove il valore delle case è più alto. Gli sfratti sono bloccati da prima del Coronavirus, le sentenze sono tutte ferme e con lo sblocco a giugno si intaseranno i tribunali».

 

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