Il Covid fa crollare Pil d export delle Marche più della media nazionale. I dati di Bankitalia

Mercoledì 18 Novembre 2020

ANCONA - Il coronavirus assesta un duro colpo al Pil delle Marche. La crisi economica mondiale condizionata pesantemente dalla pandemia da Covid-19 avrà infatti nel 2020 per le Marche un impatto negativo sul Prodotto interno lordo superiore alla media italiana (circa -10,5% rispetto a circa -9,5%, secondo dati Svimez); per l'export -17,8% nel primo semestre (-15,3% Italia).

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Il dato emerge dall'aggiornamento congiunturale di novembre sull'andamento dell'Economia nelle Marche curato dalla Banca d'Italia e presentato in videoconferenza dal direttore della sede di Ancona Gabriele Magrini Alunno e da Giacinto Micucci (titolare divisione e ricerca economica). Alla contrazione maggiore nel secondo trimestre, con il lockdown, è seguita una ripresa nel terzo che non ha compensato il calo; e sul futuro pesa l'incertezza, anche per le stime, di fattori «non governabili» che condizionano le scelte: nei primi nove mesi è calato il fatturato del 60% delle imprese, gli investimenti si sono ridotti, i piani d'investimento per il 2021 sono «stagnanti».

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Molto negativi nei primi sei mesi gli effetti sui comparti dei beni durevoli per famiglie (mobili, elettrodomestici) e moda; netto calo per la produzione industriale; nell'edilizia -20% di ore lavorate. Forte contrazione nel terziario, in particolare nel commercio. Qualche luce dal turismo estivo grazie alla componente nazionale. Nel primo semestre -0,3% di occupati - dato limitato dai vincoli per i licenziamenti e che ha colpito in particolare i lavoratori meno tutelati - soprattutto in alberghi, ristoranti, commercio e manifattura. L'eccezionale intervento di integrazione salariale (ammortizzatori sociali) ha riguardato il 48% dei lavoratori.

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Note positive dai prestiti che salgono per le piccole imprese, dopo un decennio, mentre sono quasi "azzerati" quelli alle famiglie per la carenza di domanda relativa ad acquisto di immobili.

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