Speciale Costa Un mese dopo la tragedia
storia, vittime, indagini

Domenica 12 Febbraio 2012 di Redazione
Il relitto della Costa Concordia

ROMA - A un mese dalla tragedia l'Italia ricorda le vittime della Costa Concordia. E come in ogni disastro con morti e famiglie distrutte tornano le parole verit e giustizia. Ieri le ha pronunciate il presidente della Cei, Angelo Bagnasco, durante una messa di suffragio celebrata nella Basilica di Santa Maria degli Angeli a Roma. Ma sono le persone coinvolte nel terribile naufragio a esigere che si traducano in fatti e sentenze che consegnino alla giustizia i responsabili. Bisogna «continuare a indagare», ha sottolineato il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Ma qual è lo stato delle cose a trenta giorni da quel venerdì 13 gennaio, quando il gigante della Costa Crociere ha speronato gli scogli delle Scole, accasciandosi, oltre un'ora più tardi, nel porto del Giglio. A che punto sono le indagini? Quale la posizione attuale del comandante Francesco Schettino? Quale il bilancio delle vittime e dei dispersi, ammesso che sia ancora realistico pensare di trovare qualche superstite nel relitto in cui ormai da giorni si è smesso di cercare?

Le indagini. Si deve fare luce sulla «tragedia» e «i magistrati meritano rispetto per l'impegno che stanno svolgendo», ha sottolineato con forza Napolitano, rinnovando «solidarietà affettuosa» ai parenti e ai familiari delle vittime ed esprimendo «senso di ammirazione» per «gli abitanti del Giglio, le autorità locali, i cittadini e la straordinaria rappresentanza delle forze dell'ordine per quello che hanno fatto e per quello che continueranno a fare per evitare il peggio». A Grosseto, intanto, l'ultimo tassello che è andato ad aggiungersi al materiale dell'inchiesta sul disastro è il video-shock trasmesso in esclusiva dal Tg5. Immagini che mostrano gli attimi dopo la collisione vissuti all'interno della plancia di comando. I pm, coordinati dal procuratore capo Francesco Verusio, stanno ascoltando da settimane ufficiali, testimoni, personale di bordo e manager della Costa, per completare il quadro indiziario.

La rotta sbagliata. Se la posizione del comandante finito su giornali e tv di tutto il mondo per aver abbandonato la nave con ancora decine di passeggeri a bordo deve ancora essere definita nel dettaglio dalle indagini, sulla rotta della Costa Concordia (video) e sull'allarme dato con netto ritardo non ci sono dubbi (la ricostruzione). La nave è passata a meno di due miglia dall'Isola. La collisione è avvenuta alle 21,45. Schettino ha dichiarato il "distress" (in gergo, la richiesta di aiuto) alle 22,34. E l'abbandono nave alle 22,58.

Il comandante Schettino. Oggi il capitano della Costa Concordia, la cui telefonata con il comandante della Capitaneria di Porto di Livorno Gregorio De Falco (ascolta) gli è valsa critiche e sfottò in tutto il pianeta, si trova agli arresti domiciliari. Il tribunale del riesame di Firenze ha confermato la misura pochi giorni fa, respingendo i ricorsi della procura di Grosseto, che chiedeva la conferma del carcere. E' indagato insieme al primo ufficiale di coperta Ciro Ambrosio per i reati di disastro e omicidio colposo. E se Schettino incarna la figura dell'antieroe nella vicenda della Costa Concordia, tanti sono i protagonisti, pavidi e coraggiosi, lupi di mare e soccorritori, vittime e inquirenti che cercano i loro carnefici. C'è anche una ballerina.

La moldava Cemortan. Si tratta di Domnica Cemortan, 25 anni. Anche lei, come Schettino, lavora sulle navi. Ma quella finita sugli scogli del Giglio era una crociera regalatale per il suo compleanno. Non è chiaro in quali rapporti fosse con il comandante. Di sicuro, e lo ammette lei stessa ai magistrati che l'hanno sentita, dopo la cena con lui è stata invitata in plancia per ammirare il panorama notturno dell'Isola del Giglio. Dopo l'urto con le Scole racconta di aver dato una mano per l'evacuazione dei passeggeri e di aver preso dalla cabina di Schettino un giaccone ed il computer del comandante per consegnarglielo. In un'intervista lo ha definito «un eroe». Nella cabina di Schettino teneva i suoi abiti da viaggio. Lui non lo ha più sentito e una volta in patria gli ha inviato una mail: «Ti odio».

17 vittime e 15 dispersi. Ad oggi, l'elenco delle vittime accertate del naufragio conta diciassette nomi e cognomi. Quindici invece sono ancora i dispersi. L'ultimo cadavere è stato trovato il 28 gennaio.

Le ricerche. Per giorni l'Italia intera ha seguito in diretta le operazioni di ricerca all'interno del relitto della Costa Concordia, il salvataggio, 24 ore dopo il naufragio, dei due sposini coreani. Quello di Marrico Giampedroni, l'ufficiale eroe estratto a 36 ore dalla tragedia. Da ormai una decina di giorni le ricerche dei dispersi sono sospese.

L'emergenza ambientale e il pompaggio del carburante. È iniziato intorno alle 17 di oggi il pompaggio del carburante dai primi sei serbatoi della Costa Concordia. I tecnici hanno approfittato così del mare calmo di oggi per iniziare le operazioni inizialmente previste per domani. Giovedì scorso sono state completate le operazioni di flangiatura su sei serbatoi della nave, quelli che contengono da soli i due terzi del carburante. Su ogni cisterna sono state applicate due valvole in corrispondenza di altrettanti fori: da una viene estratto il combustibile, mentre nell'altra viene iniettata acqua, per bilanciare l'equilibrio statico del relitto. Il defueling dovrebbe durare un mese circa, tempo permettendo.

La rimozione dello scafo. Più complessa la questione della rimozione dello scafo. Nei giorni scorsi il commissario delegato all'emergenza, Franco Gabrielli, ha parlato di 7/10 mesi per portare via la Costa Concordia. Ma la popolazione gigliese è sul piede di guerra, e chiede che si accelerino i tempi: l'economia dell'isola dipende interamente dal turismo, e il timore è che la stagione estiva possa essere un flop, per colpa di quel relitto arenato davanti al porto. L'ad di Costa, Foschi ha assicurato che la rimozione avverrà nel tempo più breve possibile, e che l'intenzione della compagnia è portare via lo scafo intero, non fatto a pezzi sul posto quindi, che è la seconda ipotesi in campo. Tra i timori di esperti, gigliesi e ambientalisti, c'è la paura che con il passare del tempo il relitto possa inabissarsi e precipitare nel gradino sottostante, a una profondità di 70 metri. In queste settimane, lo scafo si è mosso di circa 60 centimetri verso il mare aperto. Un dato che, però, il commissario Gabrielli ha definito «fisiologico». Dal monitoraggio dei movimenti dello scafo effettuato ieri dagli esperti del Dipartimento di Scienze della Terra dell'Università di Firenze, emerge che, dopo le lievi accelerazioni registrate il giorno prima, gli spostamenti della Costa Concordia sono tornati ad attestarsi intorno alle medie dei giorni precedenti.

Rischio inquinamento. C'è poi il problema dell'inquinamento del mare. In acqua, infatti, sono finiti i vari cibi, olii, saponi, detersivi che si trovavano sulla Costa Concordia, e che hanno contribuito a far aumentare la preoccupazione degli ecologisti. Anche se il timore principale è per il combustibile ancora nella pancia della nave. Alla sua estrazione lavorano gli specialisti olandesi della Smit Salvage e quelli livornesi della Tito Neri. Un'operazione delicatissima, fatta con l'ausilio di tecnologie all'avanguardia. In caso di problemi, comunque, tutta l'area è stata circondata con panne assorbenti anti inquinamento.

Ultimo aggiornamento: 14 Febbraio, 10:42 © RIPRODUZIONE RISERVATA
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