Obiettivi centrati su Pnrr e lotta al Covid. Ora la sfida è la crescita

Lunedì 17 Maggio 2021 di Luca Cifoni
Obiettivi centrati su Pnrr e lotta alla pandemia. Ora la sfida è la crescita

Le vaccinazioni hanno certamente accelerato, sebbene il ritmo di 500 mila iniezioni al giorno (indicato inizialmente per metà aprile) sia stato raggiunto da poco e debba ancora consolidarsi nella media settimanale. Anche grazie a questo progresso, i numeri della pandemia appaiono un po più confortanti, in particolare per quanto riguarda i ricoveri ordinari e quelli in terapia intensiva. Il piano di graduale riapertura delle attività e rimozione delle limitazioni alla circolazione è in corso, anche se per qualcuno potrebbe essere più rapido. Il governo dopo aver inviato a Bruxelles nei tempi previsti il Piano nazionale di ripresa e resilienza si accinge ad approvare il secondo provvedimento di sostegno all’economia e al lavoro, con una dotazione di 40 miliardi autorizzata dal Parlamento. Ma davanti ci sono impegni gravosi, a partire dall’attuazione dello stesso Pnrr e del connesso piano di riforme, per le quali non sembra sia stato ancora raggiunto il necessario consenso politico.

SETTIMANE CRUCIALI
Sono passati circa 90 giorni dal 13 febbraio, data del giuramento dell’esecutivo di Mario Draghi. Probabilmente è presto per dare un giudizio sul raggiungimento di alcuni degli obiettivi di fondo enunciati alle Camere dal presidente del Consiglio. In particolare le prossime settimane sono cruciali per capire se il Paese potrà riuscirà effettivamente a voltare pagina rispetto alla dura fase pandemica scatenatasi lo scorso autunno. Il traguardo importante è quello dell’immunità di gregge da conseguire entro la fine dell’estate, ovvero a settembre, anche grazie al massiccio arrivo di nuove dosi. Uno snodo centrale anche per un altro impegno assunto dal governo, quello di garantire l’avvio di un anno scolastico regolare dopo i due caratterizzati da incertezze e cambi di rotta nella gestione della didattica.
Il superamento dell’emergenza dovrebbe portare con sé anche un più deciso cambio di passo dell’economia, che dopo un primo trimestre in leggero arretramento si prepara a un discreto rimbalzo già a partire dalla seconda frazione dell’anno.

Naturalmente allo spessore della ripresa italiana (indicata al di sopra del 4 per cento nella media di quest’anno dai principali istituti di previsione) concorreranno anche i primi effetti degli investimenti finanziati dal Pnrr. Qualora il via libera della commissione di Bruxelles arriverà senza intoppi, come il governo si augura, entro un paio di mesi dovrebbero iniziare ad affluire le risorse, con una tranche di anticipo che il nostro Paese vale intorno i 25 miliardi. Su questo fronte l’imperativo è non sbagliare: se le prime erogazioni dipendono dalla valutazione della qualità del piano consegnato alla fine del mese scorso, quelle successive saranno strettamente legate alla capacità di rispettare gli obiettivi intermedi ed anche di avviare le promesse riforme, molte delle quali si riferiscono a dossier aperte da anni ed oggetto di ripetute sollecitazioni delle istituzioni comunitarie. Sarà rilevantissima anche la formalizzazione della nuova struttura di governance, per la quale è atteso entro fine mese uno specifico provvedimento.

L’EREDITÀ
Appena insediato, nel febbraio scorso, l’esecutivo di Mario Draghi aveva ereditato dal precedente la dote di 32 miliardi confluita poi nel decreto Sostegni. Quel provvedimento era stato imbastito prima del cambio della guardia a Palazzo Chigi: è stato scelto tra l’altro di mantenere la formula dei contributi a fondo perduto pagati alle imprese direttamente dall’Agenzia delle Entrate, che ha avuto il pregio di garantire erogazioni veloci. Il decreto atteso nei prossimi giorni sarà invece il primo con l’impronta del governo in carica.

Si attendono novità nei meccanismi tecnici (con aiuti legati anche ai costi fissi e alle effettive perdite di bilancio delle imprese), ma più in generale alla compensazione dei danni economici causati dalla pandemia si dovrebbe aggiungere una strategia per pilotare la ripresa nella fase successiva. Particolare importanza assumerà ad esempio la “cassetta degli attrezzi” che si sta definendo con l’obiettivo di attutire l’effetto sociale della fine del blocco dei licenziamenti: politiche attive per il lavoro, nuovi ammortizzatori sociali e soluzioni di uscita concordata tra lavoratori e impresa, con strumenti come il contratto di espansione.

LA PROSSIMA MANOVRA
Entro la metà di ottobre andrà messa a punto anche la legge di Bilancio per il 2022, il cui percorso si intreccerà con quello di alcune importanti riforme a partire dal riassetto del sistema tributario. All’inizio del prossimo anno dovrà andare a regime anche l’assegno universale per i figli, che dal prossimo mese di luglio vedrà una solo partenza provvisoria: il delicato lavoro di messa a punto del nuovo strumento dovrà assicurare un effettivo beneficio per i nuclei familiari rispetto al sistema preesistente.

Un banco di prova a se stante per la politica economica è poi quello del settore dei servizi, terremotato dalle chiusure e dal cambio forzoso dei comportamenti durante l’infuriare della pandemia, mentre invece la manifattura riusciva generalmente a resistere o anche a guadagnare posizioni. In particolare la ripartenza dei pubblici esercizi e del turismo sarà una componente molto importante di quello che avverrà nei prossimi mesi. L’intenzione del governo è creare le condizioni per un’estate il più vicino possibile alla normalità, anche per quanto riguarda i flussi dall’estero.

 

Ultimo aggiornamento: 18 Maggio, 10:17 © RIPRODUZIONE RISERVATA