Caos AstraZeneca tra tagli alle forniture e nuove raccomandazioni: l’Italia valuta limiti di età ma non per il richiamo

Martedì 6 Aprile 2021 di Mauro Evangelisti
AstraZeneca, l Italia valuta limiti di età ma non per il richiamo. Speranza pronto a rivedere le categorie, la decisione finale è di Aifa

Cosa farà l’Italia? La domanda è pesante, perché la revisione delle raccomandazioni di Ema su AstraZeneca influenza il mese di aprile, quello che doveva segnare l’accelerazione delle vaccinazioni. Si rischia di dovere ripensare la strategia. E continuano le cattive notizie sulle forniture: proprio AstraZeneca il 12 aprile invierà la metà delle dosi previste (nel Lazio 15.000 invece di 30.000 che già rappresentavano un taglio). La casa farmaceutica promette di recuperare nei giorni successivi, ma da tempo le Regioni dicono senza una cadenza regolare degli invii, non si organizza una campagna vaccinale efficace. Si spera in un aumento dei rifornimenti di Pfizer, mentre l’ipotesi Sputnik V si allontana visto che i produttori russi hanno chiesto agli ispettori Ema di rinviare a maggio la visita degli stabilimenti senza la quale non si può rilasciare l’autorizzazione.

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Con queste premesse, l’ipotesi che l’Italia segua l’esempio della Germania e limiti l’uso di AstraZeneca agli over 60 è una spada di Damocle, perché richiederebbe una riorganizzazione della macchina profonda. Fino ad oggi, tra l’altro, il vaccino di AstraZeneca è stato dato soprattutto ai più giovani, proprio agli under 60: a insegnanti e forze dell’ordine. Tra gli esperti del Ministero della Salute c’è la convinzione che, se davvero Ema in queste ore confermerà il nesso causale tra le rare forme di trombosi ed AstraZeneca, con più frequenza tra donne sotto i 50 anni, sarà inevitabile seguire l’esempio tedesco. Ripetiamolo: si sta parlando, dal punto di vista statistico, di una incidenza molto bassa. I casi sotto osservazione riguardano trombosi cerebrali dei seni venosi (Cvst, il sangue forma coaguli nelle vene che scorrono dal cervello) e presenza di bassi livelli di piastrine. Se AstraZeneca fosse l’unico vaccino disponibile non vi sarebbero dubbi, varrebbe la pena proseguire somministrandolo a tutti, perché si parla di un rischio esiguo a fronte di 400-500 morti certi per Covid ogni giorno. Ma dal punto di vista etico e di massima precauzione, poiché ci sono a disposizione altri tre vaccini (Pfizer, Moderna e Johnson&Johnson), ha un senso limitare l’uso di AstraZeneca agli over 60, per i quali fino ad oggi non ci sono state segnalazioni di reazioni avverse. Va anche detto che però a decidere non sarà il Ministero, ma l’Aifa, l’agenzia del farmaco, che sta attendendo l’esito dell’istruttoria del comitato Prac di Ema.

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Cosa succederà con i richiami? In Germania, dopo la raccomandazione di somministrare il vaccino antiCovid di AstraZeneca solo alle persone con più di 60 anni, la Commissione vaccinale permanente ha consigliato, per gli under 60 che abbiano già ricevuto la prima dose del prodotto della multinazionale anglosvedese, di ricorrere per la seconda a un vaccino a mRna (Pfizer e Moderna). Anche l’Italia potrebbe prendere la stessa decisione? Poiché la seconda dose viene data a 12 settimane dalla prima, sono milioni le persone interessate. In linea di massima, però, l’orientamento del Ministero della Salute non va in questa direzione: non ci sono dati che diano certezze sul ricorso a due vaccini differenti per lo stesso soggetto. Ma il vero problema, di fronte a un ennesimo cambio di indicazioni (AstraZeneca, all’inizio, era stato autorizzato solo per gli under 55), è un altro: aumenterà la diffidenza di chi si deve vaccinare, anche di coloro che non fanno parte di categorie per quali potrebbe essere sconsigliato l’uso.

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Ma per quale motivo altri paesi come Germania, Canada, Norvegia, Olanda e Danimarca hanno deciso di riservare AstraZeneca solo agli over 60 o addirittura di sospenderlo? Premessa: il Regno Unito sta usando senza esitazione il vaccino sviluppato dall’Università di Oxford e ha ottenuto ottimi risultati, con una drastica riduzione di decessi e di contagi. Spiega il Financial Times: «L’agenzia regolatoria del Regno Unito ha annunciato di aver identificato altri 25 casi, portando a 30 il numero di eventi della rara condizione in Gran Bretagna, su un totale di 18,1 milioni di persone che hanno ricevuto AstraZeneca, circa uno su 600.000. L’Agenzia ha dichiarato sono stati sette i morti». In Norvegia 6 casi su 120.000, in Germania 31 su 2,7 milioni. Secondo gli esperti tedeschi l’incidenza, normalmente, di questi eventi (senza vaccinazioni) è di 3 ogni 100.000 persone in un anno, i 31 su 2,7 milioni sono un campanello di allarme perché sono concentrati in due mesi.

 

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