Stato d'emergenza Covid, scontro sulla proroga: centrodestra contrario. Mascherine via a luglio?

Giovedì 17 Giugno 2021 di Alberto Gentili
Stato d'emergenza Covid, scontro sulla proroga: centrodestra contrario. Mascherine via a luglio?

ROMA - Come da programma, il centrodestra è già sulle barricate. Scandisce un grosso no al proposito di Mario Draghi di prorogare, probabilmente a fine anno, lo stato di emergenza Covid in scadenza il 31 luglio. Ma il premier, che ufficialmente non ha ancora preso alcuna decisione e sarebbe irritato in quanto la notizia è uscita troppo presto, non è tipo da farsi impressionare fedele com’è al pragmatismo.

Coronavirus, 21 nuovi positivi e tre settimane con i numeri a posto: Marche in zona bianca lunedì/ La progressione dei contagi

«Perché la proroga di per sé non comporta alcuna restrizione, ma consente azioni immediate in caso di necessità» con i Dpcm, dice una fonte di governo vicina a Draghi. E perché, con «l’emergenza sanitaria tutt’altro che finita», la campagna vaccinale ancora lontana dalla conclusione, la minaccia delle varianti da fronteggiare, gli effetti delle vacanze estive da monitorare e la ripartenza dell’anno scolastico da agevolare, «lo stato di emergenza è uno strumento utile e indispensabile». Anche per garantire l’operatività del commissario straordinario Francesco Figliuolo, della Protezione civile e del Comitato tecnico scientifico. Però il premier un «segnale verso la normalità» intende darlo: entro metà luglio con ogni probabilità verrà abolito l’obbligo di indossare la mascherina all’aperto. «È un’ipotesi realistica», conferma il ministro della Salute, Roberto Speranza.

 

Covid, dietrofront del virus nelle Marche: contagi in discesa, si svuotano gli ospedali. Regione a un passo dalla zona bianca

La reazione di Matteo Salvini scatta di buon mattino: «Siamo al 95% di copertura vaccinale per gli over 80, i fragili sono tutti al riparo... non abbiamo ancora parlato con Draghi, ma a mio avviso non ci sono i presupposti per trascinare lo stato di emergenza. Non prorogarlo sarebbe un bel messaggio. Come dire, il peggio è passato». Dello stesso avviso Forza Italia. La ministra delle Regioni, Mariastella Gelmini, però non pone veti. Fa capire che darà battaglia facendo filtrare che sarà il governo a «decidere in modo unitario»: «Stiamo valutando la proroga, dello stato di emergenza non si deve abusare». Poi, per evitare di andare allo scontro con Draghi, aggiunge: «La decisione verrà presa con il Cts. Tutti vorremmo evitarlo, ma dall’altro lato non possiamo correre rischi: la variante Delta non deve essere sottovalutata». Ben più aperturista la capogruppo forzista in Senato, Annamaria Bernini: «Difficile dirsi contro la proroga se serve a mantenere struttura del commissario in vista della terza dose del vaccino».

 

L’attacco di Giorgia 

Ma ecco Giorgia Meloni. La leader di Fratelli d’Italia, unico partito di opposizione, carica a testa bassa assieme a Fabio Rampelli: «La proroga dello stato di emergenza al 31 dicembre 2021 sarebbe folle. Ad un anno e mezzo dallo scoppio dell’epidemia non è più accettabile che le più elementari norme della democrazia e i principi dello Stato di diritto come la libertà di movimento e d’impresa possano essere calpestati o violati nel nome dell’emergenza. Il nostro ordinamento è in grado di gestire la pandemia con i poteri e gli strumenti ordinari di cui già dispone, nel rispetto della Costituzione e delle prerogative del Parlamento».
Draghi però ha dalla sua M5S e Speranza. «Il ministro ha auspicato la fine dello stato di emergenza», dicono nell’entourage del responsabile della Salute, «ma di certo non si opporrà alla proroga se necessaria». E il grillino Pierpaolo Sileri, sottosegretario alla Salute, afferma: «Il prolungamento oltre l’autunno è molto sensato. Sul fronte sanitario il peggio è alle nostre spalle, ma non è finita. Lo dimostra la necessità di monitorare le varianti, la sorveglianza immunologica, l’attesa per quello che succederà in autunno, e dobbiamo completare ancora la vaccinazione della popolazione adulta». «Tutto dipenderà da come va il piano vaccinazioni», conferma la ministra degli Interni, Luciana Lamorgese.

A sostegno di Draghi si schiera anche il Pd. Francesco Boccia mette a verbale: «Lo stato di emergenza sarà prorogato fino a quando il Covid non sarà sconfitto definitivamente. È da ipocriti pensare di cancellarlo proprio in questa fase. A chi ancora lo utilizza come arma politica, voglio ricordare che serve per le procedure amministrative delle Regioni e dello stesso commissario Figliuolo. Tutto questo non significa limitazioni alle libertà personali dei cittadini, ma velocità di azione per la ripartenza e per essere sempre pronti nel caso in cui ripartissero i contagi». Via libera anche da Italia Viva con la ministra Elena Bonetti: «Non siamo ancora nelle condizione di poter dire che è tutto risolto. Siccome poter prolungare lo stato di emergenza agevola alcune decisioni, credo che possa esser utile farlo». E il governatore pugliese Michele Emiliano: «Non posso immaginare una riapertura delle scuole senza avere le norme dello stato di emergenza che permettono alla Protezione civile di intervenire a supporto».


D’accordo con la proroga l’epidemiologo Pierluigi Lopalco, il virologo Fabrizio Pregliasco e l’infettivologo Massimo Andreoni: «Ci sono le varianti, in alcuni Paesi europei ci sono focolai con casi in aumento. E dopo le ultime vicende su AstraZeneca le vaccinazioni potrebbero rallentare. Dobbiamo farci trovare preparati in autunno e per farlo serve un prolungamento dell’emergenza».
 

© RIPRODUZIONE RISERVATA