Il vaccino AstraZeneca blocca anche il contagio Covid: nuovo studio ribalta i primi dubbi

Mercoledì 3 Febbraio 2021 di Simone Pierini
Il vaccino AstraZeneca blocca anche il contagio Covid: nuovo studio ribalta i primi dubbi

Il vaccino sviluppato dall'Università di Oxford e da AstraZeneca non solo protegge le persone dagli effetti più gravi del virus, compresa la morte, ma ne rallenta in maniera sostanziale la diffusione. È quanto stabilisce un nuovo studio dei ricercatori di Oxford, che per la prima volta indica che un vaccino può ridurre la trasmissione del virus e - in questo modo - ribalta i primi dubbi suscitati sul tema da diversi esponenti scientifici.

Lo studio, che come riporta il New York Times non è ancora stato sottoposto allo scrutinio di altri ricercatori, indica che il vaccino è in grado di ridurre la trasmissione del virus di circa due terzi.

 Il ministro della Sanità britannico, Matt Hancock, ha commentato i risultati dello studio, definendoli «assolutamente superbi». Parlando alla Bbc, Hancock ha sottolineato che «questo dovrebbe non solo rassicurare tutti sul fatto che questo vaccino funziona nel tenerci al sicuro, ma che ci impedisce anche di trasmettere il virus ad altri. 

Su Lancet un nuovo studio sull'efficacia

È sicuro ed efficace il vaccino AstraZeneca-Università di Oxford nel prevenire Covid-19: più di 22 giorni dopo la prima dose non si è verificato alcun caso grave di malattia né ricoveri, secondo i primi dati dei trial clinici in Gran Bretagna, Brasile e Sudafrica, pubblicati oggi in preprint su 'Lancet' e discussi in una conferenza stampa virtuale. I risultati dimostrano un'efficacia del vaccino del 76% dopo una prima dose, che si mantiene fino alla seconda. E l'efficacia aumenta all'82% con un intervallo di 3 mesi o più. I dati mostrano, inoltre, che il vaccino ha il potenziale di ridurre la trasmissione asintomatica del virus.

 

Dall'analisi dei tamponi settimanali dei volontari nel trial britannico, emerge che le positività alla Pcr sono diminuite del 67% dopo una dose e del 50%, suggerendo - evidenzia AstraZeneca - un impatto sostanziale sulla trasmissione di Sars-Cov-2. I risultati pubblicati su 'Lancet' riguardano 17.177 partecipanti, di cui 332 casi sintomatici di Covid, arruolati nei trial di fase 3 in Gb, Brasile e Sudafrica, altri 201 casi rispetto a quelli precedentemente riportati. «Questa prima analisi - commenta Mene Pangalos, vicepresidente esecutivo R&S BioPharmaceuticals, AstraZeneca - riconferma che il nostro vaccino previene malattie gravi e tiene le persone fuori dall'ospedale. Inoltre, l'estensione dell'intervallo di somministrazione fra le dosi non solo aumenta l'efficacia del vaccino, ma consente anche a più persone di essere vaccinate in anticipo. Insieme alle nuove scoperte sulla trasmissione ridotta, riteniamo che questo vaccino avrà un impatto reale sulla pandemia».

 

«Buone risposte immunitarie sugli anziani»

Il vaccino anti Covid sviluppato da AstraZeneca in collaborazione con l'Università di Oxford innesca «buone risposte immunitarie» negli anziani, anche se mancano ancora i dati sulla sua esatta efficacia. Lo ha assicurato Andrew Pollard, direttore dell'Oxford Vaccine Group, replicando a quei Paesi europei che, malgrado l'Ema lo abbia approvato per tutte le età, hanno raccomandato il vaccino solo per una fascia della popolazione, escludendo gli anziani.

 

«Non capisco cosa significhi questa dichiarazione», ha detto Pollard replicando alle affermazioni del presidente francese, Emmanuel Macron, secondo cui il vaccino è «quasi inefficace» tra le persone sopra i 65 anni. «Il punto è che abbiamo meno dati sugli anziani, motivo per cui le persone hanno meno certezze sul livello di protezione (del vaccino, ndr) - ha chiarito il professore in un'intervista al programma 'Today' di Bbc Radio 4 - Ma abbiamo buone risposte immunitarie negli adulti più anziani, molto simili a quelle negli adulti più giovani: la protezione che vediamo è esattamente nella stessa direzione e di livello simile».

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