Anche la Corte d'Appello assolve l'avvocato De Scrilli per un post: non diffamò il Comune ma adesso chi paga?

A sinistra Luigi De Scrilli con Fabio Urbinati
A sinistra Luigi De Scrilli con Fabio Urbinati
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Sabato 8 Maggio 2021, 05:50

SAN BENEDETTO - La Corte di Appello di Ancona ha confermato la sentenza di assoluzione emessa nei confronti di Luigi De Scrilli dal Tribunale di Ascoli. Quindi assoluzione piena per l’avvocato De Scrilli oggi esponente di Italia Viva. La vicenda risale a cinque anni fa quando il professionista scrisse un post su Fb riguardante una transazione avvenuta tra l’amministrazione comunale e una società.

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A intervenire su questa storia è il consigliere comunale Tonino Capriotti, che su tale vicenda presentò anche un’interrogazione consiliare, e oggi commenta: «Nel gennaio dello scorso anno presentammo un’interrogazione al sindaco, con la quale chiedevamo, motivando, di ripensarci. Non ci ha ascoltato e oggi leggiamo la sentenza. Ecco un esempio tipico in cui la politica non ascolta, fino a sbatterci il muso. L’invito al buonsenso era quello che noi sottolineavamo, tanto più che sull’argomento si era già espresso un giudice. Ora la domanda sorge spontanea chi paga le spese? Dare una risposta non è difficile». Ed è proprio attorno alle spese legali, sostenute dal pubblico, che in questi anni si è fondata la critica rivolta al primo cittadino per i procedimenti penali adottati (oltre a quello contro De Scrilli, ce ne è uno anche verso Daniele Primavera sempre per un post sui social) le cui spese andrebbero a ricadere sulle casse comunali.

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