San Benedetto, 600mila euro da pagare per lo stadio. Sui nomi è battaglia, l'amministrazione ci mette l'avvocato

Mercoledì 22 Giugno 2022 di Alessandra Clementi
Lo stadio Riviera delle Palme

SAN BENEDETTO - Il parere del garante della privacy, sulla secretazione dei nomi nei documenti sullo stadio, non convince la maggioranza e si sta chiedendo lumi e approfondimenti. Nel frattempo il centrodestra canta vittoria, sottolineando come la secretazione proposta durante il suo governo abbia avuto la meglio. 

 

 

Ad aver sollevato la questione dei documenti riguardanti la commissione di indagine, sui lavori realizzati allo stadio da parte della Sambenedettese Calcio, era stata sollevata dal consigliere Luciana Barlocci attraverso una mozione presentata in Consiglio. Atto attraverso il quale il dossier è stato reso pubblico ma mantenendo oscurati i nomi di coloro che avevano tenuto le audizioni. E davanti al parere del Garante che avrebbe dato ragione alla censura apportata dal segretario facente funzione, pur lasciando l’ultima parola al Comune, è proprio Barlocci a spiegare: «Il parere rilasciato è molto generico e non perentorio, quindi ho deciso di coinvolgere personalmente un legale esperto in diritto amministrativo che andrà a valutare e verificare attentamente questo pronunciamento. In fondo lo stesso avvocato del Comune Marina Di Concetto ha sempre sostenuto che i nomi dovevano essere resi pubblici. Senza dimenticare che c’è un contenzioso in atto tra Comune e Power Grass (la ditta che ha realizzato il manto erboso) e si attende anche la sentenza di quel processo». Quindi la maggioranza vuole essere certa che quei nomi, di dirigenti, funzionari comunali e politici, debbano rimanere censurati. 

A cantare vittoria i partiti di Forza Italia, Fratelli d’Italia e Lega che dicono: «Abbiamo atteso qualche giorno prima di intervenire circa la nota del Garante della Privacy recapitata all’Ente. La nostra, ormai vana speranza, era quella di leggere un mea culpa da parte della maggioranza di governi che tanto ha urlato contro la secretazione degli atti che tanto ha sparlato anche in passato dai banchi dell’opposizione. Ed invece solo il rumore di un imbarazzante quanto grave silenzio, proprio ora che ci sarebbe tanto da dire, ma che comunque sarebbe bastato chiedere scusa. Il Garante risponde e ribadisce la bontà di quanto sostenuto dalla passata amministrazione, dal segretario facente funzione e da tutti coloro che hanno un poco di cultura amministrativa, smentendo clamorosamente i consiglieri Barlocci e De Vecchis. Va sempre bilanciato il diritto alla privacy con la trasparenza e gli atti della commissione di inchiesta sul rifacimento del manto erboso dello stadio debbono rimanere segreti quanto ai nomi e alle funzioni. Non abbiamo bisogno di moralizzatori, giustizieri di chissà cosa, mentre accettano tutto quello che in passato hanno contestato. L’attuale maggioranza ha tanta strada da fare, i consiglieri dovrebbero studiare e non gridare al colpevole. Ad oggi siamo amministrati da tante chiacchiere e fotografie».

 

Ultimo aggiornamento: 13:26 © RIPRODUZIONE RISERVATA