Paolo Calissano, arrestato l'avvocato dell'attore: «Gli ha sottratto più di 800mila euro»

Matteo Minna è l'amministratore di sostegno di Paolo Calissano, l'attore genovese morto a Roma il 29 dicembre 2021

Paolo Calissano, il suo avvocato ha rubato più di 800mila euro dai conti dell'attore morto: ora è agli arresti domiciliari
Paolo Calissano, il suo avvocato ha “rubato” più di 800mila euro dai conti dell'attore morto: ora è agli arresti domiciliari
di Redazione web
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Lunedì 4 Dicembre 2023, 10:28

Una storia terribile. Arresti domiciliari per l'avvocato Matteo Minna, l'amministratore di sostegno di Paolo Calissano, l'attore genovese stroncato a Roma il 29 dicembre 2021 da un mix di farmaci antidepressivi. La guardia di finanza ha eseguito la misura emessa dal gip su richiesta della procura di Genova. Secondo l'accusa avrebbe fatto sparire soldi dal conto di Calissano e di altri amministrati. Oltre agli arresti è stato disposto il sequestro di beni e conti correnti.

Le accuse all'avvocato di Calissano

Gli inquirenti gli contestano il peculato aggravato perché si sarebbe appropriato di 817.326 euro, la falsità ideologica perché avrebbe redatto false relazioni di sintesi sull'andamento delle amministrazioni di sostegno a lui affidate, la falsa perizia per errore determinato da inganno perché avrebbe indotto in errore il consulente incaricato dal giudice tutelare di Genova di esaminare la gestione patrimoniale e la regolarità dei rendiconti presentati in relazione agli incarichi di amministratore di sostegno affidatigli.

Per gli investigatori del nucleo di polizia economico-finanziaria, Minna avrebbe commesso una serie di irregolarità nella gestione dei patrimoni degli amministrati (approfittandosi dell'età avanzata o delle fragilità) e di non avere presentato rendiconti.

L'avvocato avrebbe prelevato ripetutamente dai conti correnti degli assistiti cifre che poi sarebbero confluite sul suo conto personale. Tali movimenti di denaro, spesso non rendicontati al giudice tutelare, venivano giustificati quali pagamenti di fatture (false) per compensi per assistenza legale o per altre prestazioni professionali di cui non è stata rinvenuta traccia. Per nascondere i prelievi Minna ha firmato relazioni periodiche di sintesi ideologicamente false sull'andamento delle amministrazioni di sostegno a lui affidate omettendo di riferire su circostanze rilevanti. L'indagato ha presentato al Ctu fatture false (in alcuni casi con numeri e date relative ad altre fatture emesse nei confronti di altri clienti, in altri casi duplicazioni di fatture precedentemente emesse nei confronti dello stesso assistito) quale giustificazione dei trasferimenti di denaro indebitamente effettuati dal conto intestato all'amministrato a favore del proprio conto personale.

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