Ascoli, contagi di rientro, discoteche e cerimonie: si riaccende l'allarme Covid

Giovedì 13 Agosto 2020 di Mario Paci
Ascoli, contagi di rientro, discoteche e cerimonie: si riaccende l'allarme Covid

ASCOLI - Nella giornata di ieri si sono registrati altri sei casi di positività al Covid-19 che fanno lievitare il numero dei contagiati nella provincia, in pochi giorni, a 35. Un numero preoccupante, un’impennata di infettati che non è avvenuta nemmeno all’esplodere dell’epidemia a febbraio e al focolaio a Palazzo Arengo.

Si tratta di tutti contagi di ritorno. Ieri altre tre ventenni di Monteprandone si sono aggiunti ai 4 ragazzi della comitiva in viaggio a Corfù in Grecia. Gli altri tre (due di San Benedetto e uno di Castel di Lama) sono familiari venuti a contatto con persone già contagiate. Nel caso di Castel di Lama di un familiare di un operaio dell’Avicoop di Controguerra.
 
Le frequentazioni
L’aumentare dei casi positivi (quasi tutti asintomatici) ha fatto scattare l’allarme al dipartimento di prevenzione dell’Area vasta anche perchè si tratta in prevalenza di giovani che hanno frequentato locali da ballo e hanno partecipato a cerimonie e manifestazioni. Insomma l’ipotesi nefasta che i casi positivi al Covid-19 possano crescere nei prossimi giorni purtroppo non è da escludere. Per questo motivo gli amministratori locali stanno correndo ai ripari. Il sindaco Piunti ha scritto una lettera al governatore Ceriscioli affinchè la Regione imponga il tampone a tutti coloro che tornano da Paesi stranieri a rischio (ad esempio Grecia, Spagna e Croazia) e ha annunciato una stretta sui controlli nelle discoteche. Già cinque sindaci dei comuni di Ascoli, Acquasanta, Arquata, Folignano, Monteprandone hanno firmato ordinanze con le quali invitano i concittadini ad avvisare immediatamente le polizie locali,. Una misura preventiva che però non è del tutto efficace come afferma il primario di igiene e sanità pubblica, Claudio Angelini.
I tamponi
«Va bene che i sindaci si mobilitano per cercare di arginare i contagi ma bisognerebbe fare di più. Non è sufficiente solo avvertire la polizia locale ma anche il nostro dipartimento di prevenzione per risalire alla catena dei contatti qualora il soggetto interessato risultasse positivo. E poi fondamentale è il tampone. Sarebbe opportuno che chiunque provenga dall’estero si sottoponesse al tampone. Gli esami si possono svolgere nei due ospedali ma anche nei quattro laboratori privati accreditati dalla Regione. Ciò ci agevolerebbe nelle indagini e risolverebbe apriori molti casi sospetti».
L’Ordine dei medici
Della gravità del momento ne è consapevole l’Ordine provinciale dei medici. «Il rischio di una nuova ondata è concreto e per molti potrebbe non essere una banale influenza ma qualcosa di drammatico» afferma la presidente Fiorella De Angelis. «Un’eventuale nuova ondata che ci cogliesse impreparati sarebbe imperdonabile. Le conseguenze sanitarie , sociali ed economiche potrebbero essere devastanti per il nostro territorio». La De Angelis rivolge an appello ancora più accorato sopratutto alla politica per un piano straordinario per il sistema sanitario per troppi anni penalizzato ed impoverito da i tagli. «Tra le priorità lo sblocco totale del turnover del personale medico e sanitario con sostituzioni immediate del personale non più in servizio, stabilizzazione dei precari e nuove assunzioni soprattutto nei reparti più a rischio come il Pronto Soccorso dove la realizzazione di percorsi “sporchi” e “puliti” con personale dedicato in modo separato è fondamentale per gestire in sicurezza i casi sospetti. Ci deve essere la possibiltà di eseguire tamponi H 24 con referti in tempi accettabili per evitare attese estenuanti da parte dei pazienti in Pronto soccorso in attesa di ricovero».

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