L'area dei Sibillini si sta spopolando, Comunanza scende sotto i tremila abitanti

Lunedì 2 Agosto 2021 di Francesco Massi
Lo stabilimento della Whirlpool a Comunanza

COMUNANZA - È la madre di tutti i problemi dei monti Sibillini, che già da tempo incide fortemente e che ora più che mai sta diventando un’emergenza. La diminuzione della popolazione nel territorio dei Sibillini è un’emorragia inarrestabile nei confronti della quale non si vedono ancora azioni efficaci. I dati aggiornati dell’Istat, riguardanti l’ultimo anno, dal primo gennaio 2020 allo stesso giorno del 2021, sono impietosi. 

 

 

A colpire immediatamente è la perdita continua dei residenti da parte dei comuni più grandi del territorio dei Sibillini, che guidano anche l’economia montana, specialmente Comunanza con il suo polo industriale e artigianale (addio ai tempi d’oro della Merloni), il terzo della provincia di Ascoli. Ma anche Amandola non sta affatto bene, località di riferimento per il settore turistico, sul quale si sta puntando fortemente specialmente negli ultimi anni. Comunanza scende per la prima volta sotto la soglia dei 3000 abitanti, passando dai 3010 del 1° gennaio 2020 ai 2983 di capodanno 2021. Perde 27 residenti in un anno. Un calo che è cominciato nel 2011, poi continuato, e che ha avuto un’impennata verso il basso, con diminuzioni annuali a due cifre, a partire dal 2016 in poi, quindi dall’anno del sisma. Ad Amandola sono 76 i residenti in meno nell’ultimo anno di riferimento. Passa da 3443 al primo gennaio 2020 a 3367 nello stesso giorno del 2021. Anche qui un andamento in discesa continua dal 2011, eccetto per il 2013. Se dovesse durare un trend di perdita come quello del 2020 Amandola fra 5 anni starebbe sotto i 3000 abitanti. I due comuni più grandi dei Sibillini in un anno, insieme, vedono sparire 103 residenti. E questo accade nei comuni con le economie più forti, dove la popolazione se non aumentate almeno dovrebbe rimanere stabile. Quindi un fenomeno ancor più preoccupante. L’emorragia continua di popolazione, che interessa tutto il territorio montano, mette a rischio la tenuta dei servizi primari concessi, con il loro ridimensionamento o cancellazione, magari con minori investimenti pubblici su settori come sanità, scuola, viabilità. A questo punto occorrono politiche shock di incentivazione, riguardo la creazione di lavoro e una defiscalizzazione ardua e incisiva, sia per imprese che per residenti, politiche della casa. Ciò per spingere le famiglie e soprattutto i giovani a rimanere o a venire ad abitare nell’entroterra montano. Sicuramente il sisma del 2016 e la recente pandemia hanno inciso sulla perdita di popolazione. L’hanno acuita. Ma non può e non deve essere un alibi. Poiché le statistiche parlano chiaro. L’emorragia annuale di popolazionè continua da almeno 10 anni, ma anche più. Mancanza di politiche incisive o comunque non efficaci da parte delle amministrazioni pubbliche negli anni, di diversi livelli. 

Mancanza di una programmazione di medio-lungo termine. A picco la popolazione di tutta l’Unione Montana dei Sibillini che nel 2020 perde 267 abitanti. Negli altri comuni: Montefortino -20, Montemonaco -4, Montefalcone Appennino -15, Smerillo -1, S. Vittoria in Matenano -30, Montelparo -16, Force -39, Montedinove -29, Rotella -10. 

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