Scatta l'emergenza idrica, senza acqua di notte in alcuni Comuni del Piceno e del Fermano. Ecco chi rischia di restare a secco

Venerdì 10 Settembre 2021 di Luigi Miozzi
Preoccupa la crisi idrica

ASCOLI - Una settimana di tempo per monitorare le portate delle sorgenti e l’andamento dei consumi. Se la situazione non dovesse migliorare il rischio di un ulteriore giro di vite nella razionalizzazione dell’acqua in tutto il Piceno e nel Fermano è sempre più concreto. La crisi idrica si fa sempre più pressante e alla Ciip hanno già avviato il piano per cercare dii ridurre al minimo i disagi per i cittadini ma in ottica futura si intravedono delle gravi criticità. A comporre questo quadro a tinte fosche contribuisce una serie di fattori. 

 

In primo luogo, i maggiori consumi che sono stati registrati durante la stagione estiva. Dal raffronto con lo scorso anno, è stato accertato che c’è stato un aumento del fabbisogno idrico del 30& in più rispetto allo stesso periodo del 2020. Un risultato che è stato determinato dal successo della stagione turistica ed da un maggiore numero di presenze lungo la Riviera delle Palme e nelle altre località turistiche del Piceno e del Fermano. Nonostante ciò, la Ciip nei mesi estivi è riuscita a garantire il servizio senza contraccolpi ma a distanza di mesi, complice anche la riduzione delle portate delle sorgenti, la crisi ha cominciato a mordere il freno. E una minore quantità di acqua a disposizione è certamente un altro elemento decisivo della problematica che si sta affrontando. Dopo un lieve incremento che era stato registrato alla fine stagione primaverile, le falde acquifere nelle ultime settimane sono in fase di decremento al quale si aggiunge anche la scarsa portata di alcune sorgenti minori che garantivano un sostegno soprattutto in altura. Basti dire che nell’ultima settimana, il gruppo sorgentizio di Pescara del Tronto che raggruppa le sorgenti di Pescara, Capodacqua e anche i due nuovi pozzi di supporto, hanno avuto una portata di circa 660 litri al secondo, ben 60 in meno rispetto a quanto riusciva a garantire solo sette giorni prima. Le cause di questa sensibile riduzione sono da ricercare nella stagionalità delle portate che in questo periodo statisticamente cala, e anche dalle particolari condizioni climitiche e dalla mancanza di piogge. Le stagioni particolarmente siccitose sono, dunque, un ulteriore fattore di criticità. Tanto più che la scarsa piovosità rischia di mandare in crisi anche gli impianti di soccorso che si aggiunge alle portate ridotte dei fiumi a causa dell’abbassamento delle falde alluvionali. A rendere ancor più complicata la situazione c’è un ultimo aspetto, anch’esso assai importante, è l’uso improprio che viene registrato da mesi dell’acqua potabile soprattutto nelle prime ore del giorno e nel tardo pomeriggio quando si registra un picco dei consumi principalmente lungo la Vallata e nell’entroterra montano lasciando presumere che la risorsa idrica venga utilizzata per annaffiare orti e giardini oppure per altri usi non consoni. Ecco perchè, da stasera in alcuni paesi del Fermano, a Grottammare e qualche comune della Vallata verrà sospesa l’erogazione dell’acqua dalle 22 fino alle 6 del giorno successivo. 

La scelta delle chiusure viene fatta sulla base dei serbatoi più grandi presenti lungo la linea acquedottistica del Pescara che garantiscono l’acqua ai grandi centri abitati. Soprattutto dopo che la Ciip è stata costretta a far fronte alla drastica riduzione dell’acqua proveniente dai Sibillini che, prima del sisma, serviva a garantire la fornitura sulal costa. Dei circa 500 litri al secondo, dopo il sisma la sorgente di Foce di Montemonaco ne ha solo 120. 
 

Ultimo aggiornamento: 11 Settembre, 10:28 © RIPRODUZIONE RISERVATA