Paddle, sfida tra campioni del mondo Cabrini e Zambrotta per gestire i gloriosi campi di Ponterosso

Martedì 7 Dicembre 2021 di Sabrina Marinelli
Paddle, sfida tra campioni del mondo Cabrini e Zambrotta per gestire i gloriosi campi di Ponterosso

SENIGALLIA - I campioni del mondo Cabrini e Zambrotta si contendono la gestione dell’impianto sportivo del Ponterosso, per realizzare un centro di paddle, ma non sono i soli. Si è nel frattempo formata la coda per far rivivere un’area dove il Comune ha scoperto, nel frattempo, degli abusi edilizi. Ecco il motivo per cui sembra tutto fermo anche se gli uffici hanno lavorato e continuano a farlo. Gli abusi hanno comunque rallentato l’iter perché, prima di pubblicare il bando, vanno sanati. 

 


«Nel momento di andare a redigere il bando per dare in gestione l’area – spiega Riccardo Pizzi, assessore allo Sport – abbiamo fatto effettuare delle valutazioni, scoprendo che alcune strutture risultavano abusive. La pratica per sanare gli abusi è in fase istruttoria e la sua conclusione richiede dei tempi tecnici. Gli uffici stanno comunque proseguendo nella redazione del bando per dare in gestione l’area ad un privato quanto prima». Lo scorso mese di gennaio Gianluca Zambrotta, campione del mondo di calcio nel 2006, ha presentato un progetto come testimonial per realizzare un impianto da paddle, molto simile a quello illustrato nei giorni scorsi da Antonio Cabrini, campione del mondo di calcio del 1982. «Non sono i soli – prosegue l’assessore – sono arrivate molte richieste, tra loro simili perché comunque si tratta di un impianto sportivo con la possibilità di realizzare un bar e un ristorante. Trattandosi di un bando pubblico, verrà affidato a chi presenterà un progetto che più si avvicinerà ai requisiti richiesti. Ci fa piacere che anche personaggi importanti e di richiamo per la città si siano fatti avanti ma, come amministratori, dobbiamo salvaguardare l’interesse pubblico, valutando il progetto più vantaggioso per la città senza farci influenzare da chi sia stato a presentarlo».

La famosa struttura è stata realizzata nel 1937 dall’Azienda autonoma di soggiorno di Senigallia sul lungomare Alighieri in un terreno di proprietà del Comune di Senigallia. Fino al 1995 fu gestita dalla famiglia Cremonini, negli anni d’oro, da cui prese il nome di Circolo Tennis Cremonini. Dopo la soppressione dell’Azienda autonoma di soggiorno prima e dell’ente di promozione turistica poi, con un decreto del presidente della Regione del 1993 il complesso è stato intestato, limitatamente ai fabbricati, alla Regione Marche rimanendo il Comune intestatario del terreno. 


Fino al 2019 c’erano quindi due proprietà poi il Comune, pagando 52mila euro, ha rilevato i fabbricati diventando proprietario di tutto. Da tempo l’area è abbandonata. Il maltempo del novembre 2013 ha distrutto il pallone pressostatico e nel maggio 2014 l’alluvione ha fatto il resto. Da allora l’impianto è rimasto chiuso, soggetto ad un progressivo decadimento. Su quei campi è stata scritta la storia del tennis perché nell’agosto del 1971 Adriano Panatta fu il primo italiano a vincere un torneo Open. La ricorrenza del mezzo secolo, ricordata anche oltre i confini nazionali la scorsa estate, ha indubbiamente contribuito a rendere quel luogo leggendario.

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