La Statale 76 inciampa sulla crisi
A rischio i pagamenti alle aziende

Mercoledì 14 Agosto 2019
FABRIANO - La crisi di Governo rischia di mettere ko pure la ripresa dei lavori sulla Statale 76 e l’arrivo dei fondi alle imprese che hanno anticipato denaro nei cantieri di Borgo Tufico e Cancelli negli ultimi due anni. Patrizia Terzoni, deputata M5S di Fabriano, lancia l’allarme: «Lega di traverso per mesi, ora problemi con la pubblicazione del decreto a causa del voltafaccia di Salvini». In primo piano le modifiche al fondo Salva Opere approvate all’ultimo Consiglio dei Ministri che avrebbero permesso un rapido pagamento delle aziende della Quadrilatero in crisi a causa della vertenza Astaldi che adesso sono a rischio a causa della crisi politica.

«Il ritocco normativo che chiariva aspetti importanti per le aziende, come, l’accessibilità ai fondi per quelle imprese che non avevano il Durc regolare proprio a causa del mancato pagamento delle opere realizzate e l’estensione del fondo anche ai sub fornitori delle aziende affidatarie – dichiara Terzoni - era inserito nel decreto legge “Disposizioni urgenti per la tutela del lavoro e per la risoluzione di crisi aziendali” che il Consiglio dei Ministri del 6 agosto aveva approvato salvo intese». Ora questa parte del decreto è a rischio anche se il Movimento 5 Stelle fa sapere che «l’impianto complessivo di questa norma rimane».

Il Regolamento attuativo del Fondo, approvato con il Decreto Crescita, è stato già pubblicato dal Ministero delle Infrastrutture ed è al vaglio del Consiglio di Stato che si esprimerà entro il mese. «Le modifiche approvate al Consiglio dei Ministri, con il leader della Lega assente essendo impegnato sulle spiagge per fare propaganda elettorale, servivano per chiarire alcuni aspetti e facilitare l’accesso ai fondi alle aziende. Il ministro Di Maio – conclude Terzoni - sta facendo di tutto per cercare comunque di arrivare alla pubblicazione del Decreto questo entro agosto». Fabrianesi, pendolari e turisti non ne possono più dii questa strada cantiere. Più di 100 le imprese che hanno anticipato circa 40 milioni e che attendono, da tempo, di essere pagate © RIPRODUZIONE RISERVATA