Giovanni, svegliato dall'auto piombata sul suo camper: ​«Un boato tremendo, come un treno deragliato»

Giovanni, svegliato dalla Panda piombata sul suo camper sul lungomare di Marina di Montemarciano
Giovanni, svegliato dalla Panda piombata sul suo camper sul lungomare di Marina di Montemarciano
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Sabato 18 Giugno 2022, 03:10 - Ultimo aggiornamento: 19 Giugno, 08:49

MONTEMARCIANO - Si era appena appisolato nel suo camper, Giovanni. Aveva cenato, si era messo a riposare dopo una giornata trascorsa in spiaggia. Era arrivato proprio giovedì da Terni per passare qualche giorno di vacanza al mare con il suo gommone a Marina, località a cui è particolarmente legato, lui che è nato e cresciuto a Jesi, prima di trasferirsi in Umbria per lavoro.

 

Aveva parcheggiato nell’area di sosta dedicata ai caravan, tra lo Chalet e il ristorante Nialtri. «Stavo dormendo, quando all’improvviso un rumore tremendo mi ha svegliato di soprassalto», racconta Giovanni Pacci, mentre con un fazzoletto si asciuga le lacrime davanti ai corpi dei due fidanzati straziati sul lungomare. «Lì per lì non ho capito cos’era successo, ho sentito un boato. Qui dietro c’è la ferrovia, ho pensato che avesse deragliato un treno. Poi sono sceso. Ed è stato terribile». La Fiat Panda, nella sua corsa fuori controllo, dopo aver falciato i due ciclisti è finita contro il suo camper. Ha urtato la parte anteriore, sfasciando il paraurti e un fanale, per poi abbattere un parchimetro e ribaltarsi, restando con le ruote all’aria. «Il botto è stato tremendo, sembrava il terremoto», dice a caldo Giovanni, attonito, sconvolto. «Quando ho visto due corpi sull’asfalto ho provato ad avvicinarmi, lui ancora si muoveva. Poi sono arrivate delle persone, hanno detto che erano degli infermieri. Allora mi sono allontanato. Pregavo perché non fossero morti. Invece non ce l’hanno fatta». Giovanni ora ha solo voglia di dimenticare. E di andarsene via. «Raggiungerò mio fratello a Jesi - singhiozza -. Qui non me la sento di restare». 
s. r.
© RIPRODUZIONE RISERVATA 

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