Ritardi nei tamponi, metà classe rientra, l'altra resta in Dad. E la connessione Internet non va

Mercoledì 24 Novembre 2021 di Andrea Maccarone
Ritardi nei tamponi, metà classe rientra, l'altra resta in Dad. E la connessione non va

JESI - Problemi di connessione durante la Dad. Gli studenti faticano a seguire la lezione da casa. E’ successo ai ragazzi della scuola primaria Cappannini di Jesi dove un caso di positività al Covid ha mandato l’intera classe in didattica digitale a distanza.

 

Ma non sarebbe questo l’unico problema presentatosi agli studenti e alle famiglie dei diretti interessati. Infatti l’odissea è cominciata subito, già al momento di sottoporre i ragazzi al tampone che una volta arrivati nella sede della Croce Rossa di via Gallo d’Oro si sono visti suddividere in due gruppi. Il primo ha potuto effettuare immediatamente il test. Mentre agli altri è stato chiesto di tornare il giorno successivo. Risultato: i primi che hanno ricevuto il referto negativo hanno potuto far rientro a scuola già nella mattinata di ieri. I restanti hanno dovuto attendere l’esito del loro esame che gli è stato consegnato ieri mattina. A quel punto i genitori avrebbero voluto portare i loro figli a scuola, almeno per permettergli di seguire le lezioni previste nel primo pomeriggio, trattandosi di una sezione che effettua il tempo prolungato. Ma la preside Lidia Prosperi ha preferito rinviare il rientro a questa mattina. «Mi è sembrato più logico - spiega la dirigente - non avrebbe avuto senso farli tornare a scaglioni nella stessa giornata». Quindi metà classe in presenza e l’altra metà in dad. Ma i genitori avrebbero preferito evitare altre ore di lezione a distanza con tutti i problemi di connessione che si sono verificati e che ancora persistono. «Un po’ di pazienza - sospira la preside Prosperi -, stiamo procedendo nel fare il cablaggio per tutte le scuole di nostra competenza e speriamo quanto prima di risolvere i problemi tecnici». Mentre sul rientro scaglionato la dirigente tiene a puntualizzare: «Non possiamo far rientrare a stillicidio, siamo una scuola. Non mi è sembrato adeguato per due ore di lezione su otto. Che poi non gliel’ho proibito, ci mancherebbe. Ho solo detto che secondo me non era logico fare una cosa del genere. Domani (oggi per chi legge, ndr) saranno di nuovo tutti in presenza».

 

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