Lancio di mattoni, droga, risse e musica ogni notte. Viaggio nel quartiere ostaggio dei baby vandali

Mercoledì 28 Luglio 2021 di Stefano Rispoli
Il giardinetto di via Scosciacavalli ostaggio dei baby vandali

ANCONA - Il lancio del mattone è il loro hobby preferito. Ma si divertono anche a scaraventare bottiglie a terra, cantare a squarciagola a notte fonda, ubriacarsi, battere i pugni sulla pensilina dell’autorimessa e, perché no, fumare spinelli. I ragazzini terribili, che hanno distrutto tutto quel che c’era da distruggere, non sono l’unico incubo dei residenti di via Scosciacavalli. 

Perché poi ci sono gli sbandati che vengono da queste parti a drogarsi, a stordirsi di alcol: passano la notte sotto un porticato imbrattato da scritte oscene e sgorbi di writer scatenati, fanno i bisogni nell’erba, lasciano a terra rifiuti d’ogni genere e qualcuno si sarebbe appropriato abusivamente anche di un appartamento sfitto al primo piano di una palazzina, di proprietà del Comune.

  
L’incontro 
Nell’assemblea pubblica di ieri pomeriggio, organizzata in via Fanti dall’assessore Stefano Foresi e incentrata sui parcheggi e sulla viabilità alla luce dei lavori intrapresi in via della Loggia, qualcuno ha sollevato anche il tema della sicurezza in via Scosciacavalli. Un problema vero, così grave che lo stesso Foresi ha deciso di sottoporlo subito all’attenzione del nuovo prefetto Darco Pellos, sin dal suo insediamento.

L’argomento è stato affrontato ancora una volta la settimana scorsa, nell’ultimo Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica indetto dalla prefettura: al pari di piazza del Papa e del porto antico, via Scosciacavalli, nel cuore del quartiere San Pietro, rappresenta uno dei luoghi ostaggio di bulli e baby vandali.

Il signor Enzo Cerolini, autore di numerose segnalazioni al Comune sui rischi di quest’antico e suggestivo angolo del centro storico, fa da Cicerone nel tour del degrado. «La vede quella pensilina tutta scarabocchiata? I ragazzi la prendono a pugni tutte le sere. Io abito proprio qui sopra: l’altra notte erano le 5, l’ho passata in bianco», racconta. I

l vero luogo dell’orrore è un porticato (di proprietà comunale) che collega via Scosciacavalli a via Giangiacomi. «Qui si ritrovano gruppetti di 20-30 ragazzi, specialmente nel fine settimana: bevono, si ubriacano, fanno la pipì in giro e lasciano bottiglie e immondizia ovunque». Durante il lockdown era scoppiata pure una rissa tra giovanissimi. «Sono ragazzi dai 13-14 anni in su, italiani e stranieri, ma vengono anche i trentenni perché si tratta di gruppi diversi», racconta il signor Enzo. 


Gioco pericoloso 
Al di là della sporcizia, sono i comportamenti borderline che suscitano allarme. Non c’è muretto o parapetto in pietra che non sia stato assalito dai vandali. Hanno distrutto tutto, a calci o a colpi di bastone. Il gioco che va più di moda è lanciare i mattoni (ce ne sono decine a terra) dalle terrazze dei giardinetti.

Probabilmente alcuni degli inarrestabili adolescenti sono gli stessi che fino a un paio d’anni fa mettevano a ferro e fuoco la vicina via Oddo Di Biagio, danneggiando gli arredi pubblici: un vero incubo. «Chiediamo solo di poter dormire la notte, invece questi attaccano la musica alle 5 del pomeriggio e non la smettono più».

L’alcol fa da amplificatore alle loro scorribande. Gli stupefacenti, peggio ancora. «Vede questo nascondiglio?». Il signor Cerolini indica un pertugio nel muretto. «Ci tengono la droga: arriva uno, la mette sotto un mattone e gli altri vengono a prenderla». E se qualcuno prova a rimproverarli? «Rispondono male, ti sfidano. Dicono: “Dai, chiama i vigili” o “Non rompere nonno, torna a casa”. Non hanno rispetto nemmeno per le suore delle Pie Venerini, tra bestemmie e canzoncine oscene. Una vergogna». E i controlli? «Tre anni fa il Comune ha promesso le telecamere: stiamo aspettando».

Ultimo aggiornamento: 15:10 © RIPRODUZIONE RISERVATA