Ancona, il patto per l’ex Umberto I: 300 case luxury verso l’asta. Al Comune un parcheggio

Il patto per l ex Umberto I: 300 case luxury verso l asta. Al Comune un parcheggio
Il patto per l’ex Umberto I: 300 case luxury verso l’asta. Al Comune un parcheggio
di Stefano Rispoli
4 Minuti di Lettura
Giovedì 7 Dicembre 2023, 02:55 - Ultimo aggiornamento: 11:47

ANCONA Un ospedale ostaggio di un allaccio elettrico. E un’asta fallimentare milionaria intrappolata nei meandri della burocrazia. Un doppio filone s’intreccia nel futuro, ancora nebuloso, dell’ex Umberto I, un’incompiuta vecchia 16 anni. Lo striscione d’arrivo, per il poliambulatorio, continua ad essere spostato in avanti. Se n’è avuta conferma ieri in consiglio comunale. «Il problema è che non si riesce ad arrivare al collaudo finale perché la curatela fallimentare, nell’area di sua competenza, deve autorizzare l’Enel ad effettuare gli allacci ai contatori» ha spiegato l’assessore Stefano Tombolini in replica all’interrogazione della consigliera Mirella Giangiacomi. 

 

 

L’incontro 


 

Niente luce, niente collaudo dei due padiglioni che, ha ricordato Tombolini, «sono conclusi».

La curatela ha dato l’assenso di massima nell’ultima interlocuzione con l’Ast che risale a un mese fa. Ora il Comune intende fissare per la prossima settimana un sopralluogo tecnico per arrivare all’agognato via libera. Poi occorrerà attendere l’intervento dell’Enel. Occhio e croce, se ne riparlerà in primavera. Tutto qua? Certo che no. C’è un altro nodo da risolvere, quello legato alle attrezzature e agli arredi. Il bando dell’Ast - promesso l’estate scorsa - ancora non è stato pubblicato, a detta della promotrice dell’interrogazione e dello stesso Comune. Non c’è da stupirsi.

L’impasse ormai è cronica. Basti pensare che il taglio del nastro si sarebbe dovuto tenere 6 anni fa (novembre 2017), dopo l’avvio del cantiere nell’aprile 2016. Poi la fine dei lavori ha subito slittamenti in successione: non è stata rispettata neppure la deadline ipotizzata dall’assessore regionale alla Sanità, Filippo Saltamartini, che sognava di inaugurare il mese scorso la struttura, composta da due padiglioni: uno destinato a poliambulatorio, su 4 piani, l’altro alla residenzialità per 46 posti letto, compresa la Rsa e l’Hospice. Se i due padiglioni intravedono il traguardo, sia pure tra mille incertezze, inizia un poco a diradarsi la fitta nebbia attorno all’altro pezzo di ex ospedale, quello inghiottito nel vortice del crac Santarelli. 

La maxi asta
 

L’avveniristica maxi-asta da 50 milioni di euro, indetta nel maggio 2022, si è subito arenata perché, a seguito di un’opposizione, il tribunale ha bloccato tutto, disponendo il ricalcolo della stima delle 300 case luxury che dovevano sorgere nel residente “Il Cardeto” e che, invece, sono state risucchiate nel fallimento da 300 milioni di euro. Dopo un anno e mezzo di impasse, finalmente qualcosa si muove. Il Comune ha studiato un piano di recupero che sembra aver trovato il parere favorevole della curatela. In sintesi: Palazzo del Popolo rinuncia ad incassare oneri pari a un milione e mezzo di euro - garantiti da regolare fideiussione - in cambio della cessione delle opere di urbanizzazione (inclusa parte della strada), due manufatti abbandonati vicini al sedime del park Umberto I e una porzione di verde per realizzare un percorso che salga verso il parco del Cardeto, come previsto dalla convenzione.

Ma il Comune ha aggiunto anche un’area destinata a parcheggi che vorrebbe mettere a disposizione della collettività per ampliare il ventaglio dell’offerta della sosta a pagamento. Cosa ci guadagna la curatela? Avrebbe la possibilità di procedere ad una vendita frazionata dei beni, molto più appetibile rispetto a un lotto unico valutato circa 50 milioni, agevolata anche dal fatto che il Comune provvederebbe a collaudare le opere di urbanizzazione così da consentire ai soggetti attuatori di poterle trasformare. La curatela ha affidato ad un pool di professionisti l’incarico di intrattenere rapporti con il Comune per formalizzare l’accordo. Che sia la (s)volta buona?

© RIPRODUZIONE RISERVATA