Danni, sedia in fiamme, bestemmie in classe e lezioni interrotte: dieci studenti terribili rischiano il processo

Danni, sedia in fiamme, bestemmie in classe e lezioni interrotte: dieci studenti terribili rischiano il processo
Danni, sedia in fiamme, bestemmie in classe e lezioni interrotte: dieci studenti terribili rischiano il processo
di Federica Serfilippi
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Martedì 10 Maggio 2022, 04:10 - Ultimo aggiornamento: 15:26

ANCONA - Vandalismi, una sedia date alle fiamme, bestemmie in classe e minacce ai professori. Sono dieci gli studenti (alcuni ormai diventati ex) che rischiano il processo per gli episodi avvenuti all’istituto Podesti Calzecchi Onesti di Passo Varano tra il 2018 e il 2019. Parte offesa del procedimento risulta essere, in rappresentanza della scuola intera, la dirigente Laura Castellana. 

 

Indagini chiuse

Dopo la chiusura delle indagini preliminari e la richiesta di rinvio a giudizio inoltrata dalla procura minorile retta dalla dottoressa Giovanna Lebboroni, il tribunale di via Cavorchie ha fissato l’udienza preliminare al 24 maggio. A sedersi davanti al giudice dovranno essere ragazzi di età compresa tra i 16 e i 19 anni. All’epoca dei fatti, appartenevano a tre diverse classi. A vario titolo, sono questi i reati contestati: interruzione di pubblico servizio, resistenza a pubblico ufficiale (in riferimento ai docenti presi di mira) e danneggiamento a seguito di incendio. Quest’ultimo reato, attribuito a un 18enne anconetano, fa riferimento al rogo esploso nel novembre del 2019. 

Le pareti annerite

In quell’occasione, era stata data fuoco a una sedia che si trovava all’interno del bagno per disabili dell’istituto. Il fumo aveva annerito le pareti e fatto suonare l’allarme antincendio, costringendo parte delle classi all’evacuazione. Per quanto riguarda gli altri reati, la resistenza è contestata a nove studenti su dieci. In pratica, stando a quanto emerso, avrebbero impedito il normale svolgimento delle lezioni. Come? Ascoltando musica a tutto volume, bestemmiando in classe, facendo versi, urlando e blaterando, tanto – secondo l’accusa – da far interrompere la lezione alla docente di turno. In particolare, si sarebbe reso protagonista un 18enne di origine rom, accusato sia di resistenza a pubblico ufficiale che di interruzione di pubblico servizio. Nel mirino del ragazzo sarebbero finite due docenti. Per la procura, a entrambe avrebbe reso la vita impossibile, facendo incursioni in classi a cui non apparteneva, girovagando per l’aula, infastidendo le spiegazioni delle professoresse, rovesciando a terra i banchi, ascoltando musica e bestemmiando ad alta voce.
In un’occasione, sostiene l’accusa, avrebbe scagliato contro un’insegnante la tastiera di un computer, per fortuna non riuscendo a colpirla. In un’altra sarebbe entrato in classe munito di estintore, minacciando di azionarlo. Inoltre, avrebbe insultato ripetutamente la docente: «Vecchia, devi morire».

Il volontariato

Alla fase dell’udienza preliminare, le difese degli studenti potranno decidere se procedere con il rito ordinario, se chiedere l’abbreviato oppure predisporre un percorso di messa alla prova fatto, solitamente, di attività di volontariato. Nell’anno scolastico monitorato dalla procura minorile, le forze dell’ordine erano dovute intervenire più volte al Podesti: in alcuni casi erano state segnalate aggressioni al personale docente, in altri la presenza di stupefacenti. 

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