Screening di massa sulla popolazione, il Comune in cerca di location per i test: «Ci faremo trovare pronti»

Lunedì 30 Novembre 2020
La Regione sta organizzando uno screening di massa sulla popolazione, anche con drive test

ANCONA - Screening di massa in tutta la regione. Dopo l’Alto Adige, toccherà alle Marche: l’ha annunciato il governatore Francesco Acquaroli. Già, ma dove effettuare un numero così elevato di tamponi? Il tema è caldo (oggi verrà affrontato nella riunione del Gores) e inevitabilmente coinvolge la potenziale fase-2, quella della somministrazione dei vaccini anti-Covid, quando saranno a disposizione. 

 

 
Considerando che l’obiettivo è sottoporre al test antigenico rapido almeno il 70-80% della popolazione - su base volontaria e senza spese per il cittadino - nel caso del capoluogo dorico andranno individuate le location più adatte per effettuare lo screening ospitando in totale sicurezza fino a 70-80mila anconetani, scaglionati in un tempo non particolarmente ampio. L’argomento non è stato ancora affrontato nei dettagli, ma un’idea di massima c’è già: si partirà dall’ossatura messa in piedi per organizzare i drive-through. Dunque, i parcheggi del Palaindoor e della Marina Militare sono i primi indiziati. Con una possibile new-entry: l’area dismessa dell’ex Centrale del Latte a Torrette. Qui, infatti, proprio nei giorni scorsi i medici di famiglia hanno chiesto la possibilità di effettuare i tamponi rapidi per i propri assistiti. Il Comune ha dato l’ok, ora si attende il via libera della Regione, ma il servizio potrebbe partire nel giro di poco tempo. 
«L’idea di eseguire uno screening di massa sul 70-80% degli anconetani non ci spaventa: disponiamo di molte strutture sportive, incluse il PalaRossini e il PalaBrasili a Collemarino, che poi sono le stesse che abbiamo usato per accogliere gli sfollati degli Archi quando abbiamo rimosso la bomba alla stazione. Ci faremo trovare pronti, ma certo richiederà uno sforzo considerevole e l’esigenza di rafforzare il servizio» dice l’assessore Stefano Foresi in veste di responsabile della Protezione civile comunale. «Ci sono operatori che sono sotto pressione da marzo, bisognerà senz’altro implementare anche il personale che sta facendo un grandissimo lavoro e mi riferisco anche ai funzionari e ai volontari della Protezione civile che sono impegnati sul campo nell’effettuazione dei test rapidi, attivato dal 25 marzo alla Marina e dal 4 novembre al Palaindoor». Nel primo caso il servizio viene garantito, sotto il coordinamento delle Usca, 5 giorni alla settimana (il lunedì, il mercoledì e il giovedì la mattina, il martedì e il venerdì dalle 13), mentre al Palaindoor i tamponi, sotto l’egida dell’Area Vasta 2, si eseguono, due auto alla volta, tutti i pomeriggi. Anche gli studi medici si stanno attrezzando per eseguire i test rapidi. Quello di via Miglioli 30, dove esercitano diversi medici di famiglia, attiverà per tutto dicembre una postazione in modalità drive-through nel parcheggio dello studio, vicino alla caserma dei carabinieri di Brecce Bianche. Il Comune, per agevolare le operazioni, ha riservato alle auto dei pazienti che si sottopongono al test tre stalli dalle 9 alle ore 12 per tutto il mese, dal lunedì al venerdì.
La Regione si è agganciata alla capofila Piemonte per ottenere 2,2 milioni di test antigenici rapidi. In questi giorni, intanto, ne sono arrivati 8.740 in corso di distribuzione ai medici di base dell’Av2, insieme a un numero consistente di Dpi tra camici (154mila), guanti (18mila), visiere (3.300) e quasi 2mila litri di gel disinfettante, a cui si aggiungono, per le case di riposo, 86mila mascherine, 49mila camici, 1.320 visiere e 2.400 litri di gel. Sono tutti stoccati al Capi, il Centro assistenziale di pronto intervento della Regione, a Passo Varano, dove opera il dottor Massimo Di Muzio, componente del Gores e responsabilie della Farmacia clinica dell’Inrca. «Il modello dell’Alto Adige è un buon esempio a cui ispirarsi per lo screening di massa, anche per l’adesione della popolazione, superiore al 60% - spiega -. Ci aspettiamo che anche gli anconetani risponderanno bene, ma ipotizziamo che servirà almeno un milione di test per la nostra provincia».

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