SAN GINESIO - Ogni anno, per una settimana, a San Ginesio, risuona il divino violoncello di Mario Brunello. E non solo il borgo antico, le vie dorate e gli orti, ma perfino i colli rimandano l’eco di note celestiali.
Il progetto
“I suoni dei borghi”, così s’intitola il progetto che Mario Brunello inaugurò qui all’indomani del terremoto del 2016, nella cornice dei Monti Azzurri. Ha immaginato un tipo particolare di masterclass, per allievi italiani e stranieri, da tenere nel borgo Bandiera Arancione delle Marche. E l’ha arricchito, con la collaborazione organizzativa di Annalisa Pavoni, sotto l’egida degli “Amici della Musica G. Michelli” di Ancona, con concerti gratuiti all’Auditorium Sant’Agostino, visite degli allievi al patrimonio artistico e manifatturiero dei dintorni, escursioni sui Sibillini e piccoli concerti in quota.
Le masterclass
Delle due masterclass, da allora, una è dedicata a musicisti amatoriali, che vogliano godere delle suggestive indicazioni del maestro Brunello. L’altra è corso di alto perfezionamento per giovani promesse. Tra queste, sei anni fa, un adolescente romano, Ettore Pagano, vincitore giovanissimo del prestigioso Premio Brahms, in Austria, lo sbalordì col suo talento. Quel ragazzino ora ha 22 anni, e si esibisce nelle sale più prestigiose. Per questa edizione di “Suoni dei borghi”, torna a San Ginesio da interprete solista. «Poco più che un bambino, studiavo violoncello da quattro anni – ricorda Ettore Pagano – quando assistetti a un concerto del maestro Brunello all’Accademia di Santa Cecilia. Rimasi conquistato.
Poi, informato della masterclass che Brunello teneva a San Ginesio, Ettore non si lasciò sfuggire l’occasione, imperdibile, di poter godere delle sue lezioni in un contesto raccolto, appartato, a contatto con la natura. «Mi ha molto colpito questa masterclass, fin dal primo momento, oltre che per il magistero di Brunello, per l’organizzazione impeccabile. Unico nel suo genere, il corso ha tre parole d’ordine: metodo, forma, natura. Sono gli elementi che ne disegnano la struttura».
Ettore Pagano chiarisce: «Tutto si può ricondurre alla musica, e la musica si riconduce a tutto: arte, artigianato, ambiente. L’ho imparato in questi anni, visitando, durante la residenza a San Ginesio, aziende locali che fabbricano scarpe, chiese antiche e bellissime, distillerie, e facendo escursioni sui Monti Sibillini, alla ricerca del suono della natura. Attività che fanno parte integrante del corso».
Il giovane violoncellista Pagano, una “promessa mantenuta”, ha continuato a frequentare i corsi di San Ginesio. «E gli Amici della Musica, su suggerimento del maestro, mi hanno proposto concerti in Italia, a Torino, a Venezia...».
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