Edipo, mito in voce e musica. L’ultimo progetto discografico del compositore e pianista pesarese Mario Totaro

Lunedì 29 Novembre 2021 di Elisabetta Marsigli
Il pianista e compositore pesarese Mario Totaro

PESARO - L’ultimo progetto discografico del pianista pesarese Mario Totaro è occasione per parlare della musica contemporanea, offrendone una visione priva di pregiudizi. “Ex Oedipo, una tragedia” è un disco/concerto in cui la musica contemporanea si fonde nella riscrittura di un testo classico esaltandone i contenuti filosofici e creando un nuovo modo di tramandare il mito di Edipo.

 
L’integrazione
La musica originale del pianista pesarese Mario Totaro e le parole del testo di Sofocle rielaborato da Pietro Conversano si integrano fra loro: gli strumenti musicali si alternano in un gioco serrato, derivato da pochi elementi continuamente variati, in stretta fusione con le tre voci recitanti. «Questa forma musicale, con attori e musicisti insieme, viene definita “melologo”, - spiega Totaro - ma questo è un lavoro molto più complesso».

L’idea e la prima versione del concerto, risalgono al 2000, quando l’opera andò in scena, ma la realizzazione del cd è avvenuta nel 2020, «perché il processo di lavoro comprende prima l’incisione di tutta la musica e poi l’integrazione con le voci degli attori, anche loro diretti da me. - prosegue Totaro - La voce è un altro strumento musicale: dei frammenti recitativi, non sceglievo infatti quello più curato, ma quello dove la voce si amalgamava meglio con la musica. Solo questo tipo di lavoro ha richiesto quattro o cinque mesi».

La dinamicità sinfonica
Protagonista di questa incisione anche il Trio Diaghilev (due pianisti e un percussionista), fondato da Totaro, capace di creare suoni sinfonici di impressionante dinamicità che uniti alle sua dote di saper coniugare la complessità di un linguaggio musicale raffinato con l’immediatezza che ci si aspetterebbe dal repertorio neoromantico, fanno di questo disco un progetto davvero speciale.

«Dal punto di vista di un compositore quella che è la caratteristica della musica contemporanea oggi è di essere ancora vista come qualcosa di difficile da ascoltare al punto da scappare solo a sentirla nominare. - racconta il compositore pesarese - Questo, anche perché il termine “musica contemporanea” viene usato come “genere” e non nella sua vera accezione. Sarebbe come fare un cineforum sul cinema contemporaneo e prendere Fellini. La musica contemporanea è quella che si scrive “oggi” e anche dire “musica del 900” potrebbe confondere, perché il 900 ha partorito un’arte che agli inizi era stata di avanguardia, mentre ora deve essere storicizzata per quello che è».

Molte sono state le recensioni positive a questo progetto, stimolando ancora di più il pianista pesarese a continuare il suo lavoro di incisione di buona parte della sua produzione, nella speranza di avvicinare un pubblico privo di preconcetti. «Di solito viene considerata una musica di nicchia, ma sono convinto che si possa unire un lavoro colto con la piacevolezza della fruizione. La mia musica è molto varia: vi si possono trovare dei linguaggi apparentemente diversi fra loro, ma che invece rientrano in una forma più grande che li racchiude tutti e dà a ciascuno di essi la giustificazione per esser presente in quel contesto». 

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