Conservatorio di Fermo, una scuola aperta al futuro. Domenica il concerto inaugurale dell'anno accademico

Sabato 8 Gennaio 2022 di Chiara Morini
L'Orchestra del Conservatorio di Fermo

FERMO - Conservatorio, dove la musica è per tutti. Non solo una scuola per futuri musicisti: ma anche per chi vuole insegnare musica o vuole approfondire la materia. Oggi gli allievi sono sovente anche di età adulta.


L’accesso
Lo spiega Nicola Verzina, direttore del Conservatorio Pergolesi di Fermo: «La platea di chi usufruisce dei nostri corsi oggi è mutata. Prima i futuri allievi potevano accedere direttamente, da zero, senza conoscenze musicali. Oggi anche alla fase propedeutica si arriva preparati».

 

Il percorso al Conservatorio parte dai primi tre anni di corsi propedeutici, al termine dei quali si accede al primo triennio accademico che rilascia un diploma. Generalmente si accede con la maturità, ma nel caso di allievi particolarmente talentuosi, spiega Verzina, «c’è la possibilità di arrivare anche prima. Ma per avere il diploma al termine dei tre anni accademici bisognerà comunque aver conseguito la maturità». Poi c’è il biennio specialistico e pure i master: come quello di secondo livello che a Fermo permette lo studio della musica del ‘900 e contemporanea.


Gli interessi
«Il Conservatorio – spiega il direttore del Pergolesi di Fermo – ha la sua attrattiva per l’alto valore culturale. Arriva principalmente lo studente talentuoso che punta alla carriera concertistica. Ma c’è chi studia al Conservatorio per poter avere la possibilità, una volta terminati gli studi, di insegnare alle medie e nei licei musicali». Uno sbocco, quest’ultimo, dal grande potenziale, visto che alcuni istituti stanno provando ad attivare indirizzi musicali, anche se al momento non sono molto diffusi. «Nelle Marche – puntualizza Verzina – i conservatori sono due, il nostro di Fermo e il Rossini di Pesaro. Per cui chi vuole approfondire al momento ha solo queste due alternative». Futuri concertisti e docenti a parte, alle lezioni arrivano anche allievi semplicemente «appassionati di musica. Bravi, che vogliono ampliare il range di strumenti che conoscono e non necessariamente vogliono fare i musicisti. Oggi al Conservatorio arrivano anche gli adulti. Le tipologie di studenti sono molto diverse tra loro». Fin qui chi impara, che ha gli interessi più disparati per farlo. Dall’altra parte ci sono i docenti. «Sono diversi i profili richiesti – osserva Verzina – sono tutti preparati e professionisti, ma alcuni sono più focalizzati sull’insegnamento e sulla pedagogia, altri sono musicisti che insegnano. Si spazia dagli strumenti agli aspetti più storici, dai compositori che insegnano composizione alla musicologia, la mia branca, trattata da chi scrive anche saggi o critiche».


Formazione vs. talent
L’attività formativa del Conservatorio Pergolesi di Fermo procede non senza problemi. «La Dad l’abbiamo applicata solo all’inizio della pandemia – spiega ancora il direttore Verzina – al momento abbiamo un sistema misto, fatto di lezioni in presenza solo per le parti strumentali, e per la parte “teorica” invece siamo in dad. Dobbiamo farlo perché con i lavori in corso al momento le aule a disposizione sono poche, e non si garantirebbe il giusto distanziamento». Viene spontaneo chiedersi perché molti preferiscano la velocità del talent al percorso al Conservatorio. «Qui – dice ancora Verzina – si suda, è più culturale. Il talent spettacolarizza di più, è più commerciale e me lo lasci dire, a volte la competenza delle giurie è “opinabile”. Comunque dipende anche dal target che si vuole deve raggiungere».

L'inaugurazione

L’inaugurazione dell’anno accademico del Pergolesi di Fermo ci sarà, domani, domenica 9 gennaio, con un concerto lirico sinfonico che si terrà alle 18 al teatro dell’Aquila, in collaborazione tra Conservatorio, comune di Fermo e Fondazione Rete Lirica delle Marche. Sul palco saliranno l’orchestra e i solisti del Conservatorio, diretti da Gabriele Bonolis e accompagnati dalla “Pergolesi big band”, formazione jazz diretta da Mauro De Federicis.

«Bonolis – spiega il direttore del conservatorio Nicola Verzina è un nostro ex docente». Sul palco, spiega lo stesso Bonolis, «saremo circa una cinquantina, tra studenti, professionisti, voci e musicisti jazz della Big Band». Tra le voci si segnalano, oltre al soprano Sarah Tisba chiamato dalla rete lirica delle Marche, anche l’altra soprano Margherita Hibel e il basso Wang Zheng. Questi ultimi due cantanti sono studenti del conservatorio. Il soprano è al biennio di musica da camera, il basso invece ha concluso il biennio con il diploma.

«La prima parte del concerto – puntualizza Bonolis – sarà dedicata alla musica jazz, poi si darà vita ad una parte lirico-sinfonica che comprenderà le arie delle opere storiche del panorama lirico italiano». Tra i compositori ci sono Donizetti, Faurè, Mercer-Raskin-Devilli, Mozart, Parker, Puccini, Verdi, e anche Offenbach. Per quanto quest’ultimo faccia parte della tradizione mitteleuropea, è considerato, oggi, appartenente alla cultura musicale italiana.

Tra le esecuzioni ci sarà “Masques et bergamasques”, che, spiega Bonolis, «Faurè compose su commissione dell’allora principe di Monaco Alberto I negli anni 20 del Novecento, per la festa di carnevale del Principato. Oggi è poco eseguito nel repertorio musicale». Il conservatorio di Fermo, che proporrà una rassegna di concerti dei docenti a partire dal 22 gennaio, collabora con la città. «Questo ci fa piacere – chiude l’assessore alla Cultura Micol Lanzidei – la collaborazione e la vicinanza con il conservatorio arricchisce la proposta culturale».

© RIPRODUZIONE RISERVATA