Nada al teatro Comunale di Cagli
«Teniamo vivo il ricordo di Fausto»

Nada al teatro Comunale
di Cagli: ​«Teniamo vivo
il ricordo di Fausto»
La musica è la protagonista dell’inizio della nuova stagione del Comunale di Cagli: il primo appuntamento è con Nada, sul palco con il suo nuovo trio, che proporrà domani alle 21, dopo le prove in teatro, un concerto in anteprima italiana che mette al centro i brani dell’album “La posa”, uscito lo scorso aprile, ultimo lavoro assieme al compianto Fausto Mesolella, che contiene anche un omaggio a Piero Ciampi e uno a Gianmaria Testa. Con Nada, Ferruccio Spinetti e Mimì Ciaramella dagli Avion Travel, e il giovane chitarrista Andrea Mucciarelli.

Cosa ci racconta del suo ultimo cd La Posa?
«Lo ritengo un bellissimo lavoro, fatto un po’ di tempo fa quando avevamo deciso di rimettere insieme il Trio con Ferruccio e Fausto. Con la scomparsa di Mesolella ci eravamo fermati, ma poi abbiamo pensato che la vita continua e la musica va avanti ed era giusto tener vivo il ricordo di Fausto. Sono le mie canzoni più recenti, ma non solo, ci sono influenze di Fausto e Ferruccio, un disco molto particolare».

Un grande omaggio e ricordo di Mesolella?
«Ricalchiamo quello che lui ci ha lasciato, ciò che era e sarà sempre per noi, la sua bravura infinita, 25 anni di concerti! E’ vero che ci diamo un po’ con il contagocce, ma è anche giusto così. Dopo aver inciso il disco abbiamo deciso di fare un tour, solo nei teatri però, perché è uno spettacolo da ascoltare con attenzione e c’è tanta emozione da parte nostra».

Che cosa è fare musica colta oggi?
«Non amo le definizioni: la musica è la musica. Mi piacerebbe che la gente ascoltasse quello che le piace, poi è vero che c’è musica bella e musica brutta. Noi facciamo musica bella e facciamo quello che ci piace. Dentro c’è tantissimo, tanta cultura, sia di vita che musicale, ma tante altre cose anche».

La sua è una carriera bellissima, con collaborazioni eccellenti e una voce inconfondibile: cosa rifarebbe e cosa non rifarebbe?
«Non ci penso mai. Quello che ho fatto in passato non mi riguarda più: ho sbagliato o ho fatto tutto giusto? Non lo so, ma tutto quello che ho fatto è stato sempre in buona fede. Gli errori servono per continuare, per crescere, ma guardo sempre avanti e mai indietro. Le cose fatte fanno parte di me, sono dentro di me».

Lei esordì a 16 anni al festival di San Remo, cosa pensa dei talent show moderni con giovanissimi cantanti, cosa è cambiato da allora?
«Ogni storia è un fatto a sé, non si possono fare paragoni, le cose cambiano e ognuno fa il suo percorso. Ho iniziato a 15 anni la mia avventura musicale, ma le cose bisogna farle nel momento giusto e quando si è giovani è difficile esserne consapevoli. Ciò che ha valore rimane e si evolve, ciò che non lo ha passa e finisce. Ma non me la sento di dare giudizi».

Un suggerimento ai giovani?
«Di fare le cose che sentono, con passione, mettendoci tutto di loro stessi, ma essere anche obiettivi, che se capisci che non sei portato puoi anche cambiare strada, ci sono tanti mestieri utili nella vita».

Si trova bene a Cagli e nelle Marche?
«Sì, in queste zone ci sono belle persone e bellissimi teatri, una situazione ottimale per noi».
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Venerdì 13 Ottobre 2017, 16:01 - Ultimo aggiornamento: 13-10-2017 16:01

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