Arnia si ribalta, lo sciame lo attacca: Enrico Caputi, 66 anni, trovato morto sommerso dalle api

Martedì 19 Aprile 2022 di Beatrice Giannotti
Un apicoltore al lavoro, foto tratta dal Web

URBINO - Enrico Caputi, impiegato alla motorizzazione, 66 anni, originario di Carpegna ma residente da tempo a Urbino è morto ieri nel terreno di via Rancitella, a Pieve di Cagna, sommerso dalle api che allevava. Non era rientrato a casa per il pranzo di pasquetta, così è scattato l’allarme della famiglia. Intorno alle 13 circa, la moglie e il figlio, hanno iniziato a cercalo e hanno allertato le autorità.

Maglietta sporca di sangue e sotto l'ascella una ferita. Ma della coltellata il ventenne non sa e non ricorda nulla

 

L’uomo era uscito di casa alla mattina per andare a tagliare alcuni rami che stavano causando dei problemi alle arnie, i contenitori di legno all’interno di cui le api depositano il miele su dei telai. In questa zona del Comune di Urbino sono numerosi gli agricoltori con coltivazioni di arnie, ‘case per le api’ per la produzione del miele.

È stato chiamato il numero unico per le emergenze, 112. Non avendo avuto il quadro della situazione chiaro, a causa della preoccupazione, la squadra dei vigili del fuoco di Urbino si è recata sul luogo senza la giusta attrezzatura che le è puoi stata portata nel frattempo da colleghi. La squadra base dei vigili del fuoco, formata da cinque persone, era stata chiamata per un altro intervento da cui è rientrata per soccorrere l’esperto apicoltore. Tutti i vigili presenti sono stati punti dalle api presenti, particolarmente agitate visto il rovesciamento di un’arnia in zona “sbragia”. Un vigile del fuoco, in particolare, è stato portato al pronto soccorso di Urbino per le numerose punture ricevute: è rimasto per l’ intero pomeriggio per effettuare tutti gli accertamenti del caso e una valutazione accurata della situazione che avrebbe potuto causa uno “choc anafilattico primaverile”. All’arrivo dei vigili del fuoco Enrico Caputi, come in un film horror, si trovava al centro di uno sciame di api particolarmente agitate, centinaia e centinaia le punture che il povero corpo dell’uomo, ormai deceduto, aveva già ricevuto. Nel tentativo di allontanarlo dallo sciame uno degli operatori è stato a sua volta bersagliato dalle punture. Purtroppo, nonostante il corpo sia stato allontanato nel minor tempo possibile e nonostante la tuta di protezione, idonea per il lavoro con le api, per il residente di Pieve di Cagna non c’è stato nulla da fare e il medico del 118 non ha potuto fare altro che constatarne il decesso.

L’autopsia che sarà effettuata nei prossimi giorni farà chiarezza su quanto accaduto al malcapitato apicolture che, secondo le prime ricostruzioni, potrebbe essere stato colto da un infarto prima dell’attacco delle api, ovvero mentre stava tagliando l’erba del proprio terreno, rovesciando così l’arnia che ha poi portato all’attacco dell’intero sciame. Nel giro di pochi giorni il 66enne avrebbe - secondo quanto appreso - avrebbe dovuto fare delle visite mediche per un controllo cardiologico, visti i problemi al cuore di cui soffriva ormai da diverso tempo. Sotto choc l’intera città di Urbino per questa morte orribile. 

 

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