Pesaro, ecco il blackout dei negozi: vetrine spente contro le bollette monstre

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Mercoledì 5 Ottobre 2022, 05:10

PESARO  - Il caro bollette spegne le vetrine dei negozi come primo effetto. La città di domani potrebbe non essere più la stessa cantata da Gaber, bella con le sue luci accese e la sua vitalità, quanto piuttosto una città “spenta”. Non è una metafora ma l’allarme tangibile che arriva da Confesercenti. Negozi e attività spengono le luci delle vetrine ormai ogni sera alla chiusura. Basta percorrere il centro storico per rendersene conto. «Il caro bollette – avverte il direttore provinciale di Confesercenti Alessandro Ligurgo – è anche un problema di percezione di sicurezza partecipata e di nuova immagine del nostro centro storico». 

 

 


La panoramica

Negozianti, commercianti o artigiani alle prese con le difficoltà mensili, dall’abbigliamento alle rivendite di accessori, scarpe, tipicità che per risparmiare hanno scelto di non illuminare più con i faretti le vetrine o di regolare il timer al ribasso. L’allarme: «Gli aumenti legati al caro energia non riguardano soltanto una categoria e rappresentano anche problema di sicurezza e di vivibilità dei nostri centri urbani – rimarca Ligurgo – segnalazioni ne ricevo ma è bastato passeggiare qualche sera fa da via Branca al corso XI Settembre, passando per via Rossini e piazzale Collenuccio per rendermi conto che le vetrine spente dopo le 20 iniziano ad essercene.

È questo il primo segnale che arriva dai nostri commercianti. Operatori che hanno scelto di spegnere le vetrine, fino ad un anno fa lasciate invece accese anche la notte, e tutto a causa degli aumenti esorbitanti delle bollette. Stiamo parlando di una scelta obbligata a fronte di aumenti che arrivano in alcuni casi anche al 500 per cento». Conseguenza diretta di quanto sta accadendo non è tanto un passeggio serale sottotono ma centri storici meno illuminati, dove si creano zone d’ombre e tratti discontinui, se non al buio, se parliamo di vie secondarie come via Contramine, via Zongo, via Sabattini o tratti di Corso XI Settembre. Il rischio paventato dai prossimi mesi autunnali saranno intere vie o tratti molto poco illuminati, che non invitano al passeggio e una progressiva mancanza della sicurezza partecipata con fenomeni che potrebbero ripresentarsi come i bivacchi notturni più volti segnalati in Galleria Roma e in piazzale Primo Maggio. 


Le conseguenze


«Potrebbero essere già una decina - rimarca Ligurgo - e solo nella via centrale del passeggio le attività commerciali con le vetrine al buio o completamente serrate dalla saracinesca. L’investimento fatto per l’illuminazione indoor a basso consumo ora non basta più a risparmiare sulla bolletta. Il costo dell’illuminazione per un’attività commerciale dipende dalle dimensioni ma anche dalla fortuna o meno di aver trovato un fornitore disposto al prezzo bloccato, oppure per alcuni esercenti l’aiuto arriva dal nostro consorzio interno per calmierare il conto con tetto bloccato per contratti stipulati un anno fa, ma anche questa misura ormai è vicina alla scadenza e il dopo per le piccole attività sarà peggiore. La maggior parte dei bar sono passati da una media di 1000-1500 euro di energia elettrica a bollette di 5-6 mila euro mensili a cui poi si dovrà aggiungere il costo del riscaldamento. In proporzione ciò significa il costo di due dipendenti fissi e un onere di 60 mila euro l’anno. Anche per le attività commerciali come negozi di abbigliamento, borse-scarpe, accessori modo o hi-tech, negozi bimbi e altri ancora le prossime bollette che arriveranno fra ottobre e novembre avranno subito un aumento di più del doppio in alcuni casi in un range di rialzo che va dal 70 al 100 per cento».


Ma c’è anche chi resiste


Resistono le catene d’abbigliamento o franchising ma non si sa per quanto ancora. Non tutti i negozianti scelgono “l’estrema ratio” e spengono le luci. Massimo Bacciaglia dell’omonima attività di dolceria e tipicità commenta: «Non me la sento di spegnere la mia vetrina per il momento ma se fino allo scorso anno avevo programmato l’illuminazione con il timer fino alle 23 ora ho ridotto l’orario e alle 21.30 sono già spente e il mattino si accende più tardi, poco prima dell’apertura del negozio».


 

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