Pesaro, il pusher non apre bocca
ma la cocaina era per i professionisti

Martedì 10 Settembre 2019 di Luigi Benelli

PESARO - Non era droga destinata per la movida dei giovani. I clienti del pusher trovato con un chilogrammo di cocaina, abbracciano un’ampia sfera di adulti. Un target alto: fatto soprattutto di professionisti. Tutti pesaresi o del circondario, pronti a dare un appuntamento nei parcheggi dei fast food di Pesaro o nella zona dell’Interquartieri.

Un ordine preciso, il contante giusto, la dose programmata e lo scambio molto rapido. Ieri mattina l’udienza di convalida dell’arresto del 33enne albanese arrestato venerdì notte con 970 grammi di cocaina purissima e 10 mila euro in contanti a casa. L’uomo si è avvalso della facoltà di non rispondere al giudice. Arresto convalidato e per ora resta in carcere. 
 
L’indagine è coordinata dal sostituto procuratore Silvia Cecchi. I carabinieri del Nucleo Investigativo dei Comando Provinciale di Pesaro e Urbino avevano preso l’uomo nel parcheggio sul retro del ristorante America Graffity, sulla strada interquartieri. I carabinieri nel pomeriggio avevano osservato diversi movimenti sospetti tra i parcheggi dell’Ipermercato Rossini Center, del MacDonald’s e del cinema multisala Metropolis. Veloci appuntamenti tra i conducenti di alcune auto che si affiancavano per pochi secondi a quella dell’uomo. I militari hanno accertato che in quei rapidi incroci si vendeva cocaina purissima in dosi da 100 euro ognuna. Quello che emerge è che la droga non era destinata alla movida dei giovani. Ma il giro era dedicato a un target fatto di professionisti, piccoli imprenditori, comunque con possibilità economiche. Gente adulta, quarantenne, che fa uso di sostanze ms non necessariamente tossicodipendente. Insomma non ventenni alla ricerca del diversivo. Tra i clienti anche altri pusher, pesci più piccoli, pronti a comprare per sé e rivendere piccole quantità. Al momento dell’arresto, lo scambio era stato per due dosi, da 200 euro. Poi il controllo a casa, a Santa Veneranda dove il 33enne aveva una base logistica dove venivano preparate le dosi. Non solo, ben nascosta in una intercapedine esterna, i militari hanno trovato una partita di droga da 1 kg di coca pura divisa in vari panetti, il bilancino e la sostanza da taglio. Un kg che una volta tagliato poteva fruttare 250 mila euro per 4000 dosi da riversare nel mercato. Cifre enormi. Eppure l’uomo che vive con moglie e figli, risulta disoccupato e sconosciuto all’anagrafe tributaria nonostante sia in Italia da quasi 15 anni, con precedenti per droga. Ora le indagini vanno avanti per capire le fonti di approvvigionamento e non solo. Perché quantitativi così importanti fanno alzare le antenne agli inquirenti. Prima di Ferragosto l’arresto della coppia, un uomo e una donna, 40enni italiani, scoperti con in casa 200 grammi di cocaina. Quella sì, invece , destinata alla movida.

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