Di giorno irreprensibile impiegato Inps, di notte trader anche di criptovalute: condannato. Il legale: «Aiutava i colleghi»

Giovedì 17 Febbraio 2022 di Luigi Benelli
Di giorno irreprensibile impiegato Inps, di notte trader anche di criptovalute: condannato. Il legale: «Aiutava i colleghi»

PESARO - Di giorno impiegato dell’Inps a Pesaro, di notte trader finanziario capace di muovere fino a 1 milione di euro l’anno ma di investire anche con Bitcoin. Il tutto con una sponda in un fondo maltese, uno dei paradisi fiscali più noti. Ieri la sentenza davanti al collegio di Pesaro. 

 

La passione galeotta

La sua passione per la borsa e il suo profilo sui social lo hanno tradito tanto che la guardia di finanza lo ha denunciato per “abusivismo” visto che non aveva titoli per gestire i danari dei clienti. L’operazione della Guardia di finanza si chiamava “Fondo sospetto” e aveva portato alla denuncia del dipendente pubblico per il reato di “abusivismo” previsto dal “Testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria”. Si tratta di un 50enne fanese che lavora a Pesaro all’Inps. Particolarmente appassionato di borsa e di mercati finanziari, non è risultato esser iscritto ad alcun albo né avere i requisiti per operare sul mercato finanziario. Si qualificava tramite canali social (Facebook e Linkedin) come global advisor di un fondo comune di investimento, collocato nella Repubblica di Malta. E proprio in questi profili social si vantava di essere trader a tempo pieno e impiegato quando ne restava il tempo. Lavorava soprattutto di notte con un buon portafoglio di clienti. Tanto che le fiamme gialle avevano trovato movimenti di 1 milione di euro in entrata e uscita sia nel 2016 che nel 2017 e 2018. Nel corso delle indagini, l’attenzione delle fiamme gialle si è focalizzata infatti sulle anomale movimentazioni dei conti correnti utilizzati dall’uomo, caratterizzate da numerosi ed ingenti flussi monetari - in entrata ed in uscita, anche con controparti estere - collegati ad operazioni di trading e allo scambio online di cripto-valute, sicuramente non coerente al profilo finanziario di un dipendente pubblico. Era bravo, capace di far guadagnare i suoi clienti, ma senza titoli per farlo. 

Il giudizio

Le fiamme gialle avevano accertato che l’indagato aveva percepito delle fee (commissioni di performance) per la gestione del fondo basate sul rendimento annuo raggiunto, pari ad oltre 20.000 euro che sono state sottoposte a sequestro preventivo come provento del reato. Il collegio lo ha condannato a 1 anno e 2 mesi. L’avvocato difensore Roberto Brunelli, assieme alla Collega Cinzia Fenici farà appello. «Riteniamo che non sia stata un’attività professionale, ma solo un supporto ai colleghi che volevano investire. Faremo sicuramente appello».

 

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