Scarseggiano le prenotazioni: i centri vaccinali anti Covid devono riorganizzarsi. E alcuni giorni saranno chiusi

Venerdì 16 Luglio 2021 di Letizia Francesconi
Scarseggiano le prenotazioni: i centri vaccinali anti Covid devono riorganizzarsi. E alcuni giorni saranno chiusi

PESARO - Si riorganizza l’attività vaccinale negli hub da qui ad agosto. Sedi vaccinali che, come indicato dall’ultima direttiva Asur, sono pronte a ridurre le sedute, Pesaro compresa, dato che ad agosto il numero dei prenotati per le prime dosi resta ben al di sotto delle aspettative. L’obiettivo dei sanitari del Dipartimento di Igiene e Salute di Area Vasta 1 resta quello di non disperdere opportunità vaccinali e calibrare i numeri del personale sanitario e medico attualmente in forza nei diversi hub. Scarsa resta però l’adesione anche negli ultimi due giorni all’open day rivolto agli over 60 per Johnson & Johnson. 

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Rimodulazione

«Si riducono già dalla settimana entrante le sedute aperte al centro vaccinale pesarese ex Ristò – entra nel dettaglio il referente del centro prenotazioni unico Cup, Stefano De Angelis – dal 24 luglio in avanti anche le seconde dosi si concentreranno solo nella fascia oraria del mattino, stessa modalità anche per l’hub di Fano. Da martedì 20 fino a fine mese, sono sei le sedute che resteranno aperte. Non ha senso altrimenti mantenere attivo ogni giorno un punto vaccinale come quello di Pesaro per soddisfare solo 300-350 prime dosi, numeri su cui normalmente in questo momento si sta viaggiando in un’intera giornata, e in particolare fra le nuove fasce giovani. Si è deciso comunque anche per il mese di agosto di garantire nell’arco di una settimana giornate di aperture vaccinali per agganciare i ritardatari o quanti, magari in procinto di partire per le vacanze, decidono di ricevere la prima dose. Il calendario vaccinale di Area Vasta 1 per il mese di agosto è quasi pronto. Al punto di Pesaro si resterà aperti con un 50 per cento delle sedute per tutto il mese, mentre l’organizzazione di settembre è ancora in forse. Nel momento in cui si incrementerà il numero delle richieste di nuove prenotazioni, allora potranno essere aggiunte sedute e posti aperti anche dopo la pausa estiva. Restano comunque garantiti e aperti i centri vaccinali di prossimità, gestiti anche dai medici di famiglia per coprire in modo trasversale la popolazione, ad iniziare dall’hub di Gradara che garantisce un’apertura a sabati alterni fino ai primi giorni di settembre». 
L’invito
Nel frattempo si fanno sentire i primi effetti delle lettere di richiamo inviate dall’Asur agli operatori sanitari che ancora non comparivano negli elenchi dei vaccinati. «Tra gli operatori destinatari della comunicazione per l’adesione alla campagna vaccinale – osservano il dottor De Angelis e Augusto Liverani, direttore del Dipartimento – ci sono anche operatori infermieri o socio sanitari, residenti nella nostra provincia ma dipendenti in altre Aree vaste della vicina Romagna oltre a medici, liberi professionisti, assistenti e operatori in genere. Dopo l’invio della prima comunicazione e un invito a rispondere entro cinque giorni, fornendo fra le opzioni anche un certificato di esonero compilato dal proprio medico di famiglia, nelle ultime settimane stiamo notando dagli elenchi, che alcuni dei segnalati si sono presentati al proprio centro vaccinale di riferimento, e altri hanno presentato di recente delle integrazioni documentali rispetto a quanto era stato loro richiesto per giustificare la mancata adesione. Un primo effetto positivo, è stato già raggiunto».
Comunicazione
Dall’Ordine dei medici di Pesaro al momento non c’è alcuna segnalazione né comunicazione in merito a casi di mancata adesione, segno forse che la maggior parte dei medici di famiglia, e anche chi ha ritardato la prima dose ha poi scelto di aderire, mentre per il settore pubblico convenzionato delle Rsa del pesarese come Casa Roverella del Consorzio di Santa Colomba e Casa Aura, gli elenchi con i nominativi degli operatori socio sanitari, appartenenti alle cooperative e non vaccinati, sono stati da tempo inoltrati all’attenzione del Servizio sanitario regionale.

 

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