Privacy addio e a scuola spuntano i no vax a sorpresa: irregolari intorno al 5%, nel limbo chi è in malattia

Giovedì 16 Dicembre 2021 di Véronique Angeletti
Privacy addio e a scuola spuntano i no vax a sorpresa: irregolari introno al 5%, nel limbo chi è in malattia

PESARO - Niente più total green per l’app Verifica C19 ad uso dei presidi. E niente più privacy. Arriva la spunta rossa per docenti e personale che non hanno ancora ottemperato all’obbligo vaccinale e scelto di lavorare aggiornando il certificato ogni 48 ore ricorrendo ai tamponi. Da decreto, hanno fino al 20 dicembre per vaccinarsi o comunicare la data di prenotazione del vaccino, altri cinque giorni per decidere se adeguarsi o rimanere senza stipendio. Ieri, per i dirigenti scolastici, non è stata una giornata d’ordinaria amministrazione. Anzi, ha riservato per ognuno più di una sorpresa.

 

Le sorprese

«All’improvviso, si è aperto un mondo – commenta il presidente dei presidi marchigiani Riccardo Rossini -. Nel mio liceo (guida il liceo Scientifico Marconi di Pesaro, ndr), conoscevo chi non era vaccinato ma era solo teoria, adesso con la spunta rossa ho un’idea corretta della situazione e il numero dei non vaccinati (20 ndr) è più cospicuo di quel che credevo». 
Anche se la fotografia reale del personale l’avrà lunedì prossimo, quando avrà il responso da ognuno, se intenda o no adeguarsi. «Per modo di dire – obietta Rossini -. Perché ci sono tante figure intermedie che ancora non mi daranno delle risposte. Come chi è in malattia, in congedo o in aspettativa ed oggi non viene a scuola e dunque non è tenuto a dirmi niente». Intanto, le lettere informative con l’invito a comunicare e/o regolarizzare le posizioni sono partite. A chi era in presenza, sono state consegnate a mano, e per posta, a chi legittimamente è assente.

L’organizzazione

«Ma non a chi è in congedo o in aspettativa» insiste Samuele Giombi, il preside del liceo Classico Nolfi di Fano che, finora, ha 9 persone senza il green pass vaccinale sui 190 che lavorano nel plesso (4,7%). «In questo caso, vige la ratio della misura che cerca di evitare il più possibile la presenza nel contesto scolastico di persone che si suppone possano essere più a rischio di altre. Chi è in malattia dovrà regolarizzare la sua posizione al rientro». Comunque, i casi ci sono. Sporadici, ma ci sono. Lo confermano le segnalazioni sul campo delle rappresentanze sindacali unitarie e anche alcune richieste che arrivano sul tavolo dei sindacati. Come l’insospettabile maestra no vax che lavorava registrando tamponi e preoccupata di rimanere senza stipendio chiede se può, durante il tempo dell’emergenza, lavorare in un altro settore con una partita Iva. Tutti i dirigenti comunque concordano nell’affermare che esiste uno zoccolo duro. Quello del personale che non si vaccinerà e comprende gli insegnanti e il personale che, già da settembre, non si è presentato. Mentre chi oggi appare non idoneo potrebbe in parte vaccinarsi e superare i timori e le paure a ragione degli stipendi mentre altri potrebbero inoltrarsi nelle soluzioni creative.

Dubbi sulle mansioni diverse

E poi, c’è il problema dei lavoratori esenti dalla vaccinazione che, per la normativa, possono essere assegnati a mansioni anche diverse senza specificare quali siano. 

 

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