Pesaro, in Comune per il Green pass c'è il rompicapo delle sedi. Le prime ipotesi per i controlli, i rischi per i dipendenti

Domenica 3 Ottobre 2021 di Letizia Francesconi
Il Comune di Pesaro

PESARO Ultimi giorni per definire le modalità di accesso agli uffici del Comune dal 15 ottobre, data di entrata in vigore della nuova normativa che estende il Green pass anche ai dipendenti degli enti pubblici.

L’Amministrazione comunale definirà dalla settimana entrante le modalità pratiche di controllo sulle certificazioni, che dovranno essere esibite dal personale in servizio. Così riporta l’ultima comunicazione del 29 settembre scorso inoltrata alle parti sociali del pubblico impiego. Ma qualche punto fisso c’è.

 


Il vincolo
Il vincolo di esibire il Green pass si estende a tutti i soggetti che svolgono, a qualsiasi titolo, la propria attività lavorativa o di formazione o di volontariato, anche sulla base di contratti esterni, le disposizioni non si applicano ai soggetti esenti dalla campagna vaccinale e in possesso di idonea certificazione medica (da presentare prima del 15 ottobre), il personale che ne risulterà privo al momento dell’accesso al luogo di lavoro sarà considerato come assente ingiustificato senza conseguenze disciplinari e con diritto alla conservazione del posto di lavoro ma per i giorni di assenza ingiustificata non sono dovuti nè retribuzione né altro compenso o emolumento, inoltre l’accesso del personale ai luoghi di lavoro in violazione degli obblighi prevede l’applicazione di sanzioni amministrative. La questione sarà oggetto di un confronto fissato per martedì 5 ottobre fra sindacati della Funzione Pubblica servizio Governance e segretario generale dell’Ente comunale, che si preannuncia già con molta carne al fuoco per le tante tematiche all’ordine del giorno. 


Le modalità
«Siamo in attesa dell’uscita ufficiale delle linee guida del Governo, che interesseranno anche il settore della pubblica amministrazione - commenta Paola Nonni dirigente del servizio Governance e Politiche del personale - e nell’attesa di regole certe, che probabilmente arriveranno solo a ridosso della data prevista, martedì illustreremo alle sigle sindacali Cgil, Cisl e Uil una prima ipotesi». Per il momento il controllo ricade come prevede la norma sui datori di lavoro pubblici o privati che siano, e per quanto riguarda la verifica sulla validità del pass dei dipendenti comunali, questa sarà in capo o agli stessi dirigenti di ogni servizio o eventualmente a turnazione a personale individuato e a loro collegato. La panoramica: va ricordato, come fanno notare i referenti sindacali che il Comune con i suoi servizi è organizzato su più sedi e oltre al Palazzo centrale c’è la distaccata in via Mameli dei Servizi Educativi e Sociali oltre agli uffici Anagrafe-Demografici e Patrimonio tra largo Mamiani e l’ex Tribunale, e poi ancora gli altri sparsi fra via Rossini e via Manzoni. E poi ci sono da considerare anche tutti gli uffici del decentramento aperti nei quartieri per i servizi anagrafe. Aspetto questo, che rende difficile ipotizzare un controllo accentrato, per questo le verifiche pare che avverranno servizio per servizio per poi confluire all’ufficio Governance e Personale, nel rispetto della normativa sulla privacy. 


Palazzo Gradari
Sembra comunque minima la percentuale dei dipendenti comunali dei vari uffici al pubblico e non, che saranno in possesso di una certificazione da solo tampone. Per quanto riguarda la sede dei corsi dell’Università Politecnica a Palazzo Gradari, che convive con i servizi Sport e Attività Economiche, questa si doterà di una figura preposta alla sola verifica del certificato verde su personale, docenti e ingressi dall’esterno. Le opzioni: guardando alle modalità pratiche di verifica, difficile che il controllo avvenga al momento della timbratura del cartellino del personale comunale in orario di accesso, perché ci sono dipendenti che timbrano utilizzando il proprio cellulare d’ufficio.


La tecnologia
Una delle modalità che saranno proposte ricalca il sistema già utilizzato per i Servizi Educativi, che prevede più numeri Whatsapp a conoscenza esclusiva di un incaricato nominato dal dirigente del servizio, ai quali i dipendenti in forza dovrebbero inoltrare il QR Code della certificazione per la verifica nominativo per nominativo, e tramite App della validità in corso, affidando in tal modo la titolarità dei controlli ai responsabili delle singole unità organizzative. L’obbligo non si estende, come invece inizialmente paventava la norma nazionale, al personale di quei servizi tuttora in smart working ma che sono ormai in percentuale ridotta.

Ultimo aggiornamento: 4 Ottobre, 08:19 © RIPRODUZIONE RISERVATA