Si ubriacava e picchiava la compagna fino a trascinarla fuori dall'auto per il collo: condannato 23enne

Venerdì 20 Maggio 2022 di Luigi Benelli
Si ubriacava e picchiava la compagna fino a trascinarla fuori dall'auto per il collo: condannato 23enne

PERGOLA - Trascinata fuori dall’auto e presa per il collo. Finisce a processo per maltrattamenti e lesioni aggravate: ieri la sentenza davanti al Tribunale collegiale di Pesaro. Il fatto riguarda una coppia di Pergola: lui è un 22enne, difeso dall’avvocato Giancarlo Cingolani, la compagna è una 35enne anche lei pergolese, assistita dall’avvocato Francesca Santorelli anche se non si è costituita parte civile.

 

L’inizio quand’era incinta

I maltrattamenti vengono contestati dal dicembre del 2019 fino all’agosto del 2021 quando l’ultimo episodio ha visto la donna rivolgersi al pronto soccorso, piena di lividi. Qui ha raccontato tutto ai carabinieri che hanno istruito il caso. Secondo quanto ricostruito la violenza verbale e poi quella fisica sarebbe iniziate già prima che lei rimanesse incinta e avesse il bambino. E tutto avveniva quando lui beveva. Il giovane, senza lavoro, alzava il gomito di nascosto dalla compagna. Ma gli effetti erano ben visibili. Urla e rabbia, sfogata soprattutto sui mobili e oggetti arrivando a spaccare anche le porte. In una circostanza le avrebbe rovesciato anche una piccola libreria addosso. E quando era incinta l’aveva sbattuta contro un armadio, per fortuna l’impatto non aveva colpito l’addome. Poi gli insulti in cui la sminuiva e la offendeva, con parole non riportabili. Fatti che il giovane, smaltita la sbronza, non ricordava. «Non posso aver fatto questo» avrebbe detto. Circostanze poi parzialmente ammesse invece in sede di interrogatorio, sottolineando alcune presunte provocazioni da parte della compagna. Ci sarebbero stati episodi di schiaffi in faccia, tanto da lasciare il viso della giovane tumefatto. Ma che lei tendeva a nascondere: «Non è niente, ho sbattuto». Fino all’episodio che ha scatenato tutto, nell’agosto del 2021. Tornavano da una serata, il bambino di appena 6 mesi era nel seggiolino nei sedili posteriori dell’auto. Lui ha iniziato a spaccare il cruscotto del mezzo e poi a picchiare lei. L’avrebbe presa per le gambe e trascinata fuori, picchiandola. La 35enne ha cercato di divincolarsi e ha infilato il bambino nel passeggino per scappare a casa. Ma lui l’ha afferrata per il collo in maniera molto violenta. Attimi di panico in cui lei ha dichiarato di temere di morire. È riuscita a scappare ma i vicini l’hanno vista tutta pesta, piena di ecchimosi.

Le indagini dei carabinieri

È finita in ospedale dove le hanno dato 8 giorni di prognosi e dove i carabinieri l’hanno convinta a raccontare tutto. Era scattato il codice rosso e il divieto di avvicinamento che tuttora è in vigore. Ieri le testimonianze della vittima, dei vicini di casa e dei carabinieri in udienza prima della camera di consiglio. Il collegio ha condannato il 22enne a 3 anni e 3 mesi, esattamente quanto chiesto dal pubblico ministero Silvia Cecchi. 

 

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