Si intrufola in casa della ex, la costringe a rapporti sessuali e le infila la testa nel bidet: condannato a 7 anni

Venerdì 20 Maggio 2022 di Luigi Benelli
Si intrufola in casa della ex, la costringe a rapporti sessuali e le infila la testa nel bidet: condannato a 7 anni

PESARO - Le intrusioni in casa per consumare rapporti sessuali non consenzienti con la ex, ma anche l’aggressione in cui l’ha trascinata per i capelli e le ha messo la testa nel bidet. Un 26enne italo argentino è finito a processo davanti al collegio di Pesaro con l’accusa di atti persecutori, violenza sessuale e lesioni aggravate. Ieri la sentenza con la condanna a 7 anni.

 

Il fatto scatenante risale al 31 maggio 2021 alle 6,30 quando l’uomo si era presentato dalla ex con la quale aveva avuto una relazione di tre anni, terminata da qualche mese. Si era arrampicato fino al balcone della sua camera e poi aveva sollevato con forza la tapparella. Qui era nata una lotta con la ragazza che aveva cercato di spingerlo fuori ma la 23enne era stata colpita con calci e pugni (3 giorni di prognosi). Poi l’aveva presa per i capelli e portata in bagno dove le aveva schiacciato la testa nel bidet con forza. Il tutto condito da frasi come “Ti ammazzo”. In casa c’era anche un amico di lei, che a sua volta era stato aggredito (5 giorni di prognosi). Era poi stato arrestato ma l’aggressione aveva fatto emergere tutto il pregresso tra i due. Lui è stato anche accusato anche di atti persecutori per via degli insistenti messaggi inviati alla ex con minacce e insulti di ogni tipo. Una gelosia definita «ossessiva» dall’accusa e una «spasmodica volontà di possesso» che ha prodotto nella giovane un perdurante stato d’ansia e di paura. Lui si faceva trovare sotto casa e non solo. Già, perché nell’abitazione ci era entrato già almeno quattro volte approfittando delle finestre aperte. E in alcune di queste occasioni avrebbe consumato dei rapporti sessuali contro la volontà di lei, vincendone la resistenza fisica placcandola sul letto o sul tavolo: «Visto che fai sesso con altri lo devi fare anche con me». Una spirale fatta di pedinamenti, appostamenti, controllo sulle frequentazioni tali da far temere la ragazza per la propria incolumità. L’imputato che nega le condotte violente era difeso dall’avvocato Carlo Scalpelli, mentre la parte offesa si è costituita parte civile tramite l’avvocato Alessandro Pagnini. Un rapporto già finito alle cronache per un precedente litigio finito con un water lanciato dalla finestra e il padre di lei aggredito. Ieri mattina il pm ha chiesto 4 anni e 10 mesi, mentre il collegio ha condannato il 26enne a 7 anni riconoscendolo colpevole per tutti i capi d’accusa. Per la vittima provvisionale di 7000 euro. «Il Tribunale - commenta il legale Pagnini - ha riconosciuto il clima di persecuzione instauratosi nei confronti della persona offesa, le ulteriori violenze ed i soprusi commessi».

 

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