Il no a un rapporto sessuale ha scatenato la furia omicida. Il marito 80enne ha accoltellato più volte la moglie 61enne

Martedì 28 Dicembre 2021 di Luigi Benelli
I carabinieri nell'abitazione dell'omicidio

GRADARA - Pensava che lei avesse un altro, poi il rifiuto di lei ad avere un rapporto sessuale: una gelosia ossessiva che l’avrebbe spinto a prendere un coltello da cucina e colpire la moglie con almeno quattro fendenti al petto. Una al cuore. Mortale. Vito Cangini, pensionato, incensurato, di 80 anni si trova in carcere a Pesaro, a Villa Fastiggi, accusato di omicidio volontario dopo l’accoltellamento della moglie Natalia Kyrychok, 61 anni, ucraina.

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Sposati da 17 anni
Lavorava come cuoca in un ristorante a Cattolica ed era in Italia da oltre 20 anni. I due erano sposati da 17 anni e lei era madre di un giovane avuto da una precedente relazione ma che non abitava con la coppia, nell’isolata villetta di Fanano di Gradara dove è avvenuto il delitto nella notte a cavallo di Natale e Santo Stefano. Lui, originario di Sarsina, è stato saldatore in Germania per una vita, dove ha avuto quattro figli dalla prima moglie. Poi è tornato in Italia. L’uomo si era convinto che lei lo tradisse col suo datore di lavoro, un ristoratore, cosa mai riscontrata. Tanto che nei giorni scorso l’uomo avrebbe affrontato il titolare del ristorante dove la moglie lavorava e lo avrebbe minacciato. Un possesso degenerato in un brutale omicidio. Era notte, circa l’una, quando lei è rientrata a casa alla fine del turno. Una lite furiosa pare per un rapporto sessuale promesso, tanto che lui avrebbe preso il Viagra per sostenere la prestazione. 


Il fattore gelosia
Ma lei, una volta tornata si è coricata a letto su un fianco rifiutandosi. L’uomo ha reagito violentemente e inaspettatamente. E’ andato in cucina ha preso un coltello e l’ha colpita violentemente al petto fino ad ucciderla. Una reazione talmente violenta e a sorpresa che la donna non ha avuto tempo nè di difendersi nè di scappare. E ancora più sorprendente appare il dopo. L’uomo, si è messo a dormire lasciando il cadavere a terra, in camera, in una pozza di sangue. Una volta svegliatosi al mattino ha fatto colazione, ha preso il suo cane ed ha fatto una passeggiata. Tornato a casa, intorno a mezzogiorno, ha preparato il pranzo mangiando cappelletti e lesso, sempre con il cadavere nella camera accanto. Ma ha iniziato a bere molto, ubriacandosi. Uscito con il cane avrebbe incontrato un anziano vicino di casa al quale ha confessato di aver ucciso la moglie invitandolo a chiamare i carabinieri. L’anziano però ha rifiutatom, forse non prendendolo sul serio. Nel frattempo la donna era attesa al lavoro. I titolari del locale, non vedendola arrivare, hanno iniziato a cercarla. Ma il cellulare era muto. Nel frattempo Cangini ha avvertito il titolare del ristorante dell’omicidio commesso. 


La telefonata e l’allarme
Una telefonata choccante. Così è scattato l’allarme. I militari sono piombati nella casa di Fanano. All’arrivo dei militari nel tardo pomeriggio di Santo Stefano, l’uomo, in evidente stato confusionale, ha aperto la porta e ha subito ammesso di esser stato l’autore dell’omicidio. La vittima era ancora sul pavimento della camera da letto. Secondo i primi riscontri la donna sarebbe stata raggiunta da almeno 4 coltellate al petto, di cui quella fatale al cuore. Ma i colpi potrebbero anche essere di più. Gli accertamenti - sul posto i carabinieri di Gabicce, il radiomobile della compagnia di Pesaro, militari del Reparto operativo e del Nucleo investigativo - sono durati tutta la notte, coordinati dal sostituto procuratore di Pesaro Giovanni Narbone. E’ stato ritrovato il coltello da cucina utilizzato per colpire a morte la donna. La casa della coppia è stata posta sotto sequestro dall’autorità giudiziaria. Vito Cangini è stato rinchiuso nel carcere di Villa Fastiggi con l’accusa di omicidio volontario. Uno scenario che delinea l’ennesimo femminicidio. L’ avvocato d’ufficio, Stefano Vichi, fa sapere che oggi ci sarà il conferimento dell’incarico per l’autopsia e che si vorrebbe valutare l’ipotesi di una perizia psichiatrica.


Stato confusionale
«Dice di aver parlato con delle persone di questo omicidio, con il presunto amante, il fattore scatenante di tutto: il titolare del ristorante. Era ossessionato da questo fatto. Poi ne ha parlato al signore a cui ha affidato il cagnolino nel pomeriggio e con una collega di lei. E’ reo confesso, ha ammesso davanti ai carabinieri e al pubblico ministero. Le circostanze sono chiare, era in forte stato confusionale. Di fronte al rifiuto di lei ha avuto uno scatto d’ira inspiegabile». In tarda serata Cangini ha scelto cone legale un avvocato del foro di Bologna. Oggi l’affidamento dell’incarico per l’esame autoptico per stabilire anche l’orario della morte e la causa. Nelle prossime ore si dovrebbe tenere l’udienza di convalida del fermo in tribunale a Pesaro.

Ultimo aggiornamento: 29 Dicembre, 08:49 © RIPRODUZIONE RISERVATA