Il ristoratore ribelle adesso si butta in politica. Carriera: «Fondo il Movimento italiano liberale»

Giovedì 10 Dicembre 2020 di Osvaldo Scatassi
La presentazione del Movimento liberale italiano

 PESARO - In politica, dunque, «ma per lotta di sopravvivenza». Il ristoratore ribelle Umberto Carriera ha presentato nel tardo pomeriggio di ieri il Movimento liberale italiano (Mil), che ha contribuito a fondare e di cui è presidente. Un nuovo partito che nasce a Pesaro, con l’ambizione di parlare «ai tanti italiani scontenti», e che si fonda su una promessa: «Siamo e continueremo a essere persone capaci di rimboccarsi le maniche e di darsi da fare».

 

 

Dialogo respinto
Un biglietto da visita che vuole rimarcare una completa distanza «dalla crisi dei partiti» e da quella politica che «sta facendo dell’Italia un Paese senza futuro». Carriera non vuole però essere schiacciato su posizioni che avvertirebbe come strette, e infatti specifica che certi problemi del Paese hanno un percorso lungo, in buona parte iniziato ancor prima dell’epidemia da Covid-19 e dei criteri per contenerla. Un esempio sono i continui tagli al servizio sanitario pubblico. Settori della politica tradizionale, ha assicurato Carriera, «hanno tentato di allacciare un dialogo con noi, dopo aver saputo della nostra decisione, ma la proposta è stata restituita al mittente».

La critica ai Dpcm
Carriera non ha specificato quale sia la parte politica (o quali siano le parti politiche) che ha provato l’approccio poi respinto. In politica, dunque. La critica ai Dpcm del governo Conte si manifesta in ogni caso come il cuore dell’operazione che ha portato a fondare un nuovo partito. Il suo potenziale elettorato sono «imprenditori, partite Iva» e, in senso più generico, «cittadini liberi». Il Mil vuole essere il punto di riferimento per queste categorie, collocando la propria azione in un contesto di valori politici riconducibili alla sensibilità «liberale, laica ed europeista».

«Sono infuriato con il Governo – ha proseguito Carriera – perché ritengo che utilizzi il popolo come capro espiatorio. Ogni volta che aumentano gli indici di contagio, ecco il dito puntato. Vuole però nascondere l’incapacità di contenere la pandemia. Il Covid è una minacciosa presenza, nessuno lo nega, la vera questione è la mancata programmazione per affrontare l’epidemia». Carriera ha aggiunto: «Come fa il governo a non accorgersi che negli impianti da sci o negli hotel o nelle palestre o nelle discoteche ci sono lavoratori che valgono come tutti gli altri? Non capisco per quale ragione siano, invece, sempre sminuiti. Le attali misure sono ridicole, siamo arrivati al limite sotto ogni punto di vista».

L'aiuto ai poveri
Per tutto il mese di dicembre nel ristorante La Macelleria, il locale pesarese di Carriera, saranno offerti 30 pasti al giorno a persone in difficoltà. «Nel 90 per cento dei casi – ha sostenuto il ristoratore – si tratta di italiani. Chi ci governa non si rende conto di ciò che ci ha tolto e che continua a toglierci».

Al tavolo dei relatori, ieri nell’Alexander Museum Palace Hotel in viale Trieste, sedevano Giulio Borgognoni, un altro fondatore del Mil che ha annunciato imminenti iniziative di «disobbedienza civile» nel Lazio e in Sicilia, il regista Luciano Bottaro che ha aderito alla causa in nome della «cultura dimenticata» e il padrone di casa, il conte Alessandro Marcucci Pinoli: «Sempre disposto a offrire spazi per la libertà di opinione e di espressione, ben vengano i nuovi movimenti che portano idee».

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