La rivolta dei politici contro gli orari ridotti alle Poste di via Bramante: «La città non si merita questo»

Mercoledì 31 Marzo 2021 di Eugenio Gulini
Le Poste di via Bramante

URBINO - L’Ufficio Postale di via Bramante di Urbino, dunque, ridurrà i propri orari provvedendo alla chiusura pomeridiana per una quindicina di giorni (così rimbalza la voce formale di Poste Italiane), a causa di carenza di personale. Almeno così è se vi pare. «Ci attiveremo fin da subito per capire le motivazioni di questa scelta – rimarca il sindaco Maurizio Gambini –. Riteniamo che sia importante mantenere l’orario completo e offrire un servizi utile all’utenza della nostra città e delle aree interne soprattutto in questo periodo in cui l’accesso agli uffici deve avvenire in modo contingentato».

 

Pd e Viva Urbino sottolineano: «Questo fatto suona come un grave campanello d’allarme. Significherebbe, da un lato, un problema di organizzazione interna ma, dall’altro, una valutazione del contesto in cui Poste italiane fornisce il proprio servizio non sufficientemente importante da dover provvedere, con ogni mezzo, a garantire l’apertura degli sportelli». 

Viva Urbino e Dem, chiedono alla Direzione di Poste Italiane «di intervenire con il massimo sforzo per mantenere inalterato l’attuale servizio», indicano provvedimenti: «turnazioni, integrazione di personale temporaneo, etc., pur di garantire la massima continuità e, con ciò, rispondere alle esigenze dei cittadini e di una città, capoluogo di provincia, che necessità di un tale supporto per le proprie attività economiche e sociali». Pd e Dem, però, ravvisano anche un pericolo: «L’andamento demografico. Non siamo più una città di 15.000 residenti, come fino a pochi anni fa, o di 14.000 ma, da qualche mese, siamo ormai scesi nel novero dei 13.000 abitanti. Questo triste risultato rappresenta la constatazione di un declino che è indispensabile arrestare. L’attuale situazione è a causa di vecchie logiche che continuano ad individuare come unici investimenti quelli dell’asfalto elettorale e dei loro rappresentanti incapaci di pensare e di innescare politiche attive di rilancio e di sviluppo». Giorgio Londei chiude il cerchio: «Non può essere che la nostra città, Patrimonio Unesco e capoluogo di provincia, non abbia una copertura giornaliera completa. Siamo contro il provvedimento e chiediamo che venga revocato. Non indeboliamo un centro storico che si trova già in grave difficoltà per il Covid e che vede i suoi abitanti scendere inesorabilmente sotto la soglia dei 14.000 abitanti». 

Come di consueto le cosiddette “Liste Londei” hanno presentato subito una interrogazione sulla vicenda che ha preso in contropiede cittadinanza ma anche aziende. La sottolineatura del capogruppo Giorgio Londei e dei consiglieri Luca Londei e Federico Cangini è emblematica: «Consideriamo tale atto una provocazione nei confronti dei cittadini del Montefeltro e di Urbino. In particolare i cittadini urbinati, già stremati da un anno di pandemia, si vedono negare un servizio essenziale. Pertanto chiediamo al Sindaco un deciso e rapido intervento per ripristinare la situazione precedente».

 

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