Pesaro, affollata assemblea sindacale in Comune: «Ascoltateci, non vogliamo soldi ma più assunzioni»

Giovedì 30 Settembre 2021 di Letizia Francesconi
Il municipio di Pesaro

PESARO «Non vogliamo soldi, ma assunzioni». E’ una richiesta senza possibilità di equivoci quello lanciato dai dip comunali al sindaco Ricci e all’Amministrazione comunale. Per funzionare e dare risposte puntali ai cittadini la macchina ha bisogno di carburare meglio e di più ma serve quel personale integrativo che ad oggi manca.

 

Così le tre sigle sindacali della Funzione Pubblica Cgil-Cisl Uil riassumono le istanze emerse nell’assemblea che ieri mattina ha riunito in Provincia un centinaio di dipendenti in presenza e tanti collegati da remoto. C’erano proprio tutti, operatori del front office del servizio anagrafe e stato civile ma anche agenti di polizia locale, tecnici dell’edilizia privata e operatori dei servizi sociali. 

Sono due le problematiche che preoccupano maggiormente il personale dell’ente, soprattutto per chi lavora agli sportelli aperti al pubblico o nelle sedi di stato civile decentrate: la carenza di figure integrative e l’incertezza di cosa accadrà dal prossimo 15 ottobre con l’estensione dell’obbligatorietà del Green pass e come l’Amministrazione intenderà monitorare l’ingresso agli uffici. «È stato un vero e proprio grido di allarme quello lanciato in dai dipendenti – rimarcano Vania Sciumbata (Fp Cgil), Maria Grazia Tiritiello (Uil Fpl) e Francesco Todaro (Fp Cisl) – ascoltando quel personale che garantisce ogni giorno i principali servizi, sono evidenti gravi mancanze di personale, soprattutto in alcuni settori. Aspetto questo, che forse è sfuggito e sfugge ancora agli occhi del sindaco Ricci e della sua giunta, viste le recenti dichiarazioni sul ruolo dei dipendenti pubblici e la scarsa produttività del lavoro in smart working. Si sono sentiti offesi, si aspettavano un ringraziamento... e invece... il sindaco non ha nemmeno cognizione di causa dei dipendenti comunali, molti dei quali sono già rientrati in presenza a giugno». Nessuna rivendicazione economica è emersa dall’assemblea ma esclusivamente un appello all’Amministrazione a supportare alcuni servizi con nuove assunzioni, accogliendo in particolare le istanze che arrivano dalle sedi periferiche dell’ufficio anagrafe o dai servizi sociali. Al tavolo di confronto in programma il 5 ottobre con il segretario generale e il servizio Governance, si porrà l’attenzione sull’attuale piano di fabbisogno del personale, Green pass e smart working. I numeri: «A parlare non sono soli i numeri, contenuti nel piano di fabbisogno, bensì le voci dei singoli capo ufficio e dipendenti alle prese con difficoltà a coprire turni e garantire servizi all’utente – entra nel dettaglio la referente Fp Cgil Sciumbata – su tutto un dato contenuto nel piano di fabbisogno, che progressivamente negli anni è passato da 730 dipendenti comunali del 2016 a poco più di 600 nel 2022, tutto con l’aumento di competenze, carichi lavorativi e l’ingresso di alcuni servizi nell’Unione di Comuni Pian del Bruscolo». 

Il rischio è non riuscire a garantire alcuni servizi al pubblico, e non certo per un problema legato allo smart working e alle nuove linee guida del Governo centrale. In sostanza gli organici ridotti sono la causa del calo di produttività. In modo trasversale, in tanti hanno detto che in pochi anni c’è stata una notevole diminuzione del personale ed è questa la casa principale che ha inciso negativamente sui servizi ai cittadini. Sono in corso e proseguiranno anche nel nuovo anno una serie di pensionamenti, che gravano su una situazione già precaria in cui non c’è alcun tipo di programmazione sulle coperture dei pensionamenti, neppure garantendo immissioni anticipate e l’affiancamento entro fine anno, prima dei nuovi ingressi previsti dal febbraio prossimo. In particolare: i servizi demografici, servizi sociali, edilizia privata e polizia locale sono quelli che hanno avuto un carico di competenze maggiori e un drammatico calo dei dipendenti.

«Da un lato l’Amministrazione ha attuato una politica di contenimento dei costi – rimarcano Sciumbata e Tiritiello – ma dall’altro continuano a restare aperte le sedi nei quartieri. Per il settore dei demografici mancano almeno 5 operatori, considerate le aperture del sabato e lo sportello pomeridiano, spesso con difficoltà a mandare avanti pratiche in concomitanza soprattutto nel pieno della pandemia, con certificati di decesso da validare e contemporaneamente atti di nascita, oppure ancora casi di impossibilità a sostituire il collega del servizio in malattia. Sottodimensionati rispetto alla norma regionale, sono anche i servizi sociali del Comune dove siamo in deficit di 4 assistenti sociali ben al di sotto del rapporto previsto dalla legge regionale per numero di operatori sociali e abitanti del Comune di appartenenza».

 

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