Fano, undici evacuati a Magliano ma l'ordigno bellico in realtà era un fumogeno

Giovedì 5 Agosto 2021 di Osvaldo Scatassi
L'artificiere con l'ordigno trovato

FANO - Era una granata fumogena l’ordigno bellico riaffiorato nei giorni scorsi da un campo coltivato sulle colline a Magliano di Fano. Gli artificieri dell’Esercito l’hanno rimosso ieri mattina, quando era ormai chiaro che non rappresentava un pericolo, l’hanno messo in sicurezza e poi l’hanno portato via per smaltirlo nel modo opportuno. Una bonifica rapida, che ha richiesto all’incirca una mezz’ora: iniziata intorno alle 10.30, si è conclusa alle 11. 

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A quel punto sono stati tolti i blocchi stradali, disposti per evitare che il traffico locale si avvicinasse troppo al luogo dell’operazione, e sono potuti rientrare gli abitanti delle undici case evacuate per precauzione. Una mappa predisposta dagli uffici comunali aveva infatti inserito gli edifici in questione all’interno di un perimetro a rischio, che si estendeva per un raggio di 381 metri dal punto del ritrovamento. L’ordigno bellico, scoperto lo scorso fine settimana durante dei lavori agricoli, era ancora in buona parte coperto dal terreno e il suo cattivo stato di conservazione lasciava prevedere che potesse essere instabile e pericoloso. Ieri mattina se n’è occupato il nucleo Cmd del reggimento Genio Ferrovieri, proveniente da Castel Maggiore. Accertato che si trattava di una granata fumogena da 88 millimetri senza carica esplosiva, di fabbricazione inglese e in uso durante la seconda guerra mondiale, non c’è stato bisogno di far brillare l’ordigno, di conseguenza prelevato per lo smaltimento. Hanno collaborato all’operazione i carabinieri in servizio a Fano, la polizia locale e i volontari del Cb Club Mattei – Protezione civile. Impiegata in totale una trentina di effettivi. «Alle famiglie evacuate è stata comunicata la possibilità di rientrare in casa appena gli artificieri hanno constatato la mancanza di esplosivo all’interno dell’ordigno», hanno assicurato il sindaco Massimo Seri e il vice sindaco Cristian Fanesi. 

 

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