Branco di lupi sbrana pecore e cavalli. Allarme Coldiretti: «Equilibrio saltato, servono soluzioni». La lunga scia di sangue dal 2018

Mercoledì 18 Maggio 2022 di Gianluca Murgia
Le pecore sbranate

CAGLI  - Nel tempo sta diventando una mattanza senza via di scampo. È di 4 capi uccisi tra pecore e cavalli il bilancio dell’ultima settimana dopo le incursioni di lupi nell’Alto Pesarese. I raid sono stati registrati a Molleone di Cagli e Cantiano, alle pendici del Catria dove l’omonimo cavallo viene allevato allo stato brado all’interno del progetto di recupero e salvaguardia della specie tipica della zona. La prassi, ora, prevede un risarcimento per i capi uccisi. 

 

«Tuttavia la cifra è esigua e non tiene affatto conto della perdita di reddito dell’azienda. Basta a stento per coprire le spese di smaltimento delle carcasse – spiegano Tommaso Di Sante e Claudio Calevi, presidente e direttore di Coldiretti Pesaro Urbino – Nel tempo per far convivere allevatori e lupi la Regione Marche ha messo in campo vari strumenti come il sostegno all’acquisto di recinzioni o di cani da pastore ma è chiaro ormai che tutto ciò non basta più. Sono necessari interventi di riequilibrio e siamo pronti a discuterne senza vincoli ideologici. Le specie animali vanno tutte salvaguardate e il proliferare di una non può avvenire a scapito di altre».

Emblematico, a riguardo, quanto accaduto nel 2019 a Gradara: un branco di lupi ha massacrato tre capre, facendone morire di crepacuore una quarta, nonostante queste fossero all’interno di un recinto con reti alte circa tre metri. La scoperta dei proprietari dell’azienda agricola Rossetti di via Vicinato, a Fanano, a 100 metri da civili abitazioni, è stata disarmante al di là del valore degli animali stimato intorno ai 600-700 euro e delle spese per smaltire le carcasse. 


Secondo i dati della Regione Marche nel 2021 da gennaio a settembre nella provincia di Pesaro Urbino si è registrato il 27% dei 59 attacchi totali (bilancio regionale: 236 tra pecore o capre, 21 vitelli e 16 tra puledri e asini uccisi). Nel 2020 Cagli e Urbino sono state le località che hanno registrato più attacchi. 

Negli ultimi 4 anni sono stati predati oltre 1.500 animali in tutta la regione. Per quanto riguarda la nostra provincia nel 2018 gli attacchi sono stati 26 (23% del totale regionale). Tra questi spicca la strage di pecore nell’azienda della famiglia Pigozzi di Monteguiduccio, frazione di Montefelcino. Un branco di lupi ne uccise 10 su 13. Nel 2019 i capi uccisi sono stati 32 (32%) mentre nel 2020 sono saliti a 35 (38%). Si registrano, ma qui non ci sono dati a disposizione, attacchi anche ad animali da affezione. Clamoroso il caso del cagnolino aggredito da un lupo a Mombaroccio nel 2021: il video dell’agguato, in un luogo frequentato e non distante in linea d’aria dal mare, ha fatto il giro del web.

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