Massimino, 76 anni, va a fare la spesa e un bolide lo travolge: muore sul colpo, choc in paese

Sabato 13 Marzo 2021 di Angelo Parlani
L'incidente mortale davanti alle Poste di Apecchio

APECCHIO L’impatto, il volo, la ricaduta ad oltre tre metri. Un grido raggelante: «È morto, è morto...». Lo scenario da brividi si è presentato a diverse persone, ferme davanti alla banca, al bar o fare la fila all’ufficio postale. Una persona riversa a terra con il ventre rivolto in alto e con la testa infilata sotto il mezzo della security della Posta intenta a rifornirla di denaro: era la sagoma di un uomo travolto da un’auto di grossa cilindrata in prossimità delle strisce perdonali nel centro di Apecchio. Così ha perso la vita Massimino Lucchetti, 76 anni, originario della frazione di Valdara ma da anni residente in Apecchio in via XX Settembre. 

 

 

Il pensionato come fa tutti i venerdì di mercato, era andato a comperare della porchetta quando immessosi nella centralissima Dante Alighieri prima veniva colpito violentemente all’altezza del fianco, poi – raccontano con dettagli precisi alcuni testimoni – roteando più volte prima di inarcarsi e finire a tre metri di distanza dall’impatto, con le scarpe schizzate una dietro l’altra ancora più avanti. Sguardi sbigottiti di chi non riusciva a realizzare che cosa fosse successo, tanto pareva immaginabile quella scena. I primi soccorsi, la respirazione a bocca a bocca tentata a lungo tempo da un tecnico di una azienda intento con colleghi a lavorare per la messa a punto della fibra ottica, poi l’intervento del dottore presente nel vicino ambulatorio che con ampi cenni spegneva le ridottissime speranze di poterlo salvare. 
Massimino si può dire che sia morto all’istante, fatale il colpo preso in testa cadendo a terra. Inutile pure l’intervento del Soccorso Apecchio. Sul posto c’era già in servizio una pattuglia della polizia locale, coadiuvata quindi dai carabinieri di Apecchio e poi da quelli della Compagnia di Urbino, con il traffico, chiuso in ambi i lati per oltre due ore. 

La dinamica che è al vaglio dei carabinieri di Apecchio e di Urbino, oltre a quelli di Piobbico, presente anche con il capitano Puglisi, sarebbe chiara: Lucchetti, riconosciuti da tutto come «maniaco della prudenza» quando attraversava le strade o faceva le sue camminate, dopo aver percorso circa due metri della via Dante Alighieri, veniva travolto con il fianco anteriore di una Jaguar D 180, con alla guida un autista di Prato e che proveniva da Urbania. 

Secondo le testimonianze messe a verbale, l’auto sarebbe andata oltre la congrua velocità da tenere in un centro abitato, tanto che pare, non siano stati trovati segni visibili di frenata, con la Jaguar inchiodata solo all’atto dell’impatto. La potente auto è stata posta sotto sequestro, mentre l’autista toscano portato in caserma è rimasto a disposizione delle autorità giudiziarie per l’interrogatorio, che potrebbe essere stato svolto anche nella nottata. 

Il corpo del pensionato apecchiese dopo essere stato portato nel cimitero locale per una ispezione cadaverica, è stato trasportato alla camera mortuaria di Cagli. Utili potranno rivelarsi le riprese della telecamera dell’ufficio postale. Massimino Lucchetti era molto conosciuto non solo in zona. Era noto con il soprannome di “La Bionda” e dopo aver lavorato in Svizzera e in Turchia, da Valdara si era trasferito ad Apecchio. Lascia fratello di 85 anni.

 

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