Torna balneabile il litorale: in 5 giorni il mare ha disperso il grave inquinamento dell'Arzilla

Mercoledì 1 Settembre 2021 di Lorenzo Furlani
Il litorale di Arzilla tornato balneabile

FANO - Torna balneabile il mare dell’arenile di Arzilla così come quello di tutto il litorale fanese e provinciale. Cinque giorni sono stati sufficienti alle correnti marine per ripulire pressoché completamente le acque dal massivo inquinamento di batteri fecali riscontrato mercoledì scorso, in occasione della piena del torrente Arzilla. Un risultato incoraggiante perché nel frattempo, sabato scorso, era tornato a piovere intensamente ed erano entrati nuovamente in azione gli scolmatori.

Dal 20 cantieri-bis sull'A14 ma solo dal lunedì al venerdì. Le opere previste, simulate anche le possibili code. Un ruolo per i Comuni

 

Dati già comunicati al Comune
Questa circostanza, associata ai risultati favorevoli degli ultimi campionamenti di Arpam comunicati all’amministrazione comunale di Fano ieri pomeriggio, conferma al tempo stesso che la vasca di prima pioggia, realizzata per la protezione del litorale dagli scarichi di acque miste dei due scolmatori della zona, funziona e che il grave inquinamento della scorsa settimana, con una quantità di Enterococchi intestinali fino a 43 volte e di Escherichia coli fino a 15 volte i limiti di legge per la balneazione, è stato un episodio straordinario, legato al nubifragio della notte precedente nell’immediato entroterra fanese, tra Mombaroccio e Santa Maria dell’Arzilla, in cui erano caduti 75 millimetri di pioggia in due ore.

Un grave allarme
Ciò nonostante quello è stato un campanello d’allarme della massima importanza. Infatti, in occasione dell’inaugurazione nel giugno scorso della vasca di accumulo che convoglia al depuratore nel caso di abbondanti piogge gli scarichi delle acque nere e bianche destinati altrimenti al torrente e al mare, Comune e Aset avevano comunicato con enfasi che il problema dell’inquinamento batterico era risolto, trascurando che il torrente Arzilla è un corso d’acqua lungo 20 chilometri che sfocia a Fano ma prima attraversa i territori comunali di Monteciccardo (ora inglobato in quello di Pesaro), Mombaroccio e Pesaro, dove insistono molti scarichi evidentemente non completamente bonificati.

L'inquinamento massivo
L’inquinamento massivo rilevato il 25 agosto, indice anche secondo i microbiologi di Arpam di uno scarico di acque nere o del dilavamento del letamaio di un allevamento di bestiame, era stato confermato il giorno seguente, giovedì 26, nei due punti di prelievo del litorale di Arzilla, a 30 metri a Nord della foce e davanti alle concessioni balneari di via del Moletto.

Addirittura nel secondo punto, posto più a Nord, giovedì i valori di batteri fecali erano aumentati, di quasi 8 volte gli Enterococchi intestinali, arrivando a una quantità 18 volte superiore al limite di legge, mentre gli Escherichia coli erano saliti a 5 volte e mezzo la soglia tollerata, a dimostrazione di un inquinamento continuato, per un certo periodo, da parte del torrente, ridotto a una cloaca a cielo aperto.

Sabato il Comune aveva emesso un’altra ordinanza precauzionale di divieto di balneazione nei dieci punti del litorale in cui finiscono le acque miste scaricate dagli scolmatori riattivati dalla pioggia, avvisando l’Arpam. 


I dati delle analisi
L’agenzia regionale per la protezione ambientale lunedì scorso alle 13 è tornata a eseguire i campionamenti. Le colture batteriche hanno dato risultati entro i limiti di legge su tutto il litorale. In particolare alla foce dell’Arzilla non sono stati rilevati batteri fecali (viene annotato nel rapporto dell'Arpam, già pubblicato sul sito web, un valore inferiore a 10 per le caratteristiche della metodica utilizzata, volta ad avere analisi rapide entro 24 ore), meno di 10 Ufc/100 ml sono stati registrati per gli Escherichia coli anche nel punto più a Nord con 10 Ufc/100 ml per gli Enterococchi intestinali, un ventesimo della soglia per il divieto.

Nessuna notizia ieri dal Comune
Quindi si può tornare a fare il bagno senza temere per la salute, facendo attenzione però che nel frattempo non si sia scatenato un nubifragio. Come per le precedenti ordinanze, nessuna notizia è pervenuta ieri dal Comune di Fano riguardo alla revoca del divieto di balneazione. 

 

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