Fano, multe alle auto dei bagnanti
I bagnini: «Issiamo bandiera nera»

Mercoledì 10 Luglio 2019 di Andrea Amaduzzi
FANO - A Ponte Sasso sentono adesso puzza di accanimento. Giusto un anno dopo e manco si trattasse di un tributo da pagare, il primo weekend di luglio è coinciso con il blitz della Polizia municipale che non ha fatto sconti alle auto in divieto di sosta lungo via Cappellini.
Formalmente niente da obiettare, in concreto la stessa sfilza di lagnanze già declinata un anno fa e che proprio per il precedente spinge ora Oasi Confartigianato a lanciare un avvertimento: «Alla prossima strage di multe i balneari di Ponte Sasso isseranno la bandiera nera in segno di protesta nei confronti dell’inerzia dell’amministrazione comunale, che invece di risolvere i problemi li aggrava, penalizzando turisti e bagnanti». 
 
Loro gli automobilisti indisciplinati, che per il responsabile dell’organizzazione di categoria Andrea Guliani sono però praticamente obbligati a trasgredire. «Dopo la realizzazione della ciclabile da parte della giunta Aguzzi – spiega - la giunta Seri avrebbe dovuto realizzare i parcheggi necessari a recuperare gli stalli persi. Nulla di tutto questo». L’unico scatto in avanti rispetto al 2018 la disponibilità a partire da giugno (l’anno scorso fu garantita solo da agosto) di uno spazio del retrospiaggia «che però più di una trentina di macchine non può accogliere. Le cose cambierebbero se venisse presa in affitto anche l’area del distributore, ma il discorso con il privato non è stato portato avanti» rivela Marco Mastrogiacomi di Bagni Alda, che non riesce a trovare un senso per quel percorso protetto («ci sono cassonetti e piante») e che assolvendo i vigili urbani («li chiamano e loro fanno il proprio dovere»), non si spiega però perché si risponda con tanta sollecitudine a certe telefonate «e quando invece siamo noi a segnalare, durante l’inverno, che via Cappellini è invasa dalla sabbia, non si muove anima». La sensazione è quella di essere figli di un Dio minore e le multe finiscono per alimentarla. «Già diversa gente aveva rinunciato a venire qui dopo l’alluvione del 2014. E altra ancora dell’interno e dell’Umbria preferisce adesso la riviera sud delle Marche che è meglio collegata» lamenta ancora Mastrogiacomi, che avrebbe per questo preteso «un po’ più di attenzione, anche perché Seri conosce i problemi e con la sua conferma pensavamo di non dovere riprendere la battaglia daccapo». E invece sta succedendo «che anche quest’anno, ad esempio, la Fano dei Cesari finisce a Torrette. Così eventi zero, locali e negozi chiusi, case idem. Hai voglia poi ad organizzare iniziative in spiaggia, quando non si riesce nemmeno a dare continuità alla camminata sul bagnasciuga, visto che in mezzo c’è il fosso». 
Giuliani spacca la questione in due («o si fa turismo o si preferisce fare cassa alle spalle dei turisti») e denuncia anche una contraddizione: «Da una parte si investono ingenti risorse pubbliche per eventi e iniziative, dall’altra ci si perde in un bicchiere d’acqua». Perché se poi non si è capaci «di reperire nuove aree di sosta» e nemmeno di dispiegare «il cosiddetto buon senso, evitando di perseguire i turisti che portano soldi», per gli operatori il rischio è di annegarci dentro.  Ultimo aggiornamento: 10:16 © RIPRODUZIONE RISERVATA